Legno e arredo in ripresa. Ma la guerra spinge in alto i prezzi delle materie prime

Bilancio positivo nel 2021: fatturato su del 25% rispetto al 2020

Legno e arredo in ripresa. Ma la guerra spinge in alto i prezzi delle materie prime

Il 2021 è stato un anno da incorniciare per la filiera del legno-arredo: il fatturato dell'intero settore, pari a 49,3 miliardi di euro, è aumentato complessivamente del 25,5 per cento sul 2020, confermando la doppia cifra già registrata sul dato del 2019, con un +14 per cento.

Con oltre 18 milioni di euro di valore, le esportazioni rappresentano il 37 per cento del fatturato totale, con una crescita del 20,6 per cento sull'anno 2020. La Francia, con un valore pari a poco meno di 3 miliardi di euro, è il primo Paese di esportazione per la filiera del legno italiana (con il 16,3% dell'export totale) dove si è registrato un +13,3 per cento sul 2019 e un +24,3 per cento sul 2020. La Germania si conferma il secondo mercato (11,4% dell'export totale) con un valore esportato di oltre 2 miliardi di euro e una crescita complessiva del +13,8 per cento rispetto al 2020 (e dell'11,8% sul 2019).

Gli Stati Uniti invece rappresentano già dal 2017 il terzo mercato di esportazione per l'Italia e il primo tra gli sbocchi extra-Ue, per un valore totale di 1,9 miliardi di euro e una quota che nel 2021 ha superato il 10 per cento. Mediamente l'incremento dell'export è stato di +33,8 per cento rispetto al 2020 e di +26,2 per cento rispetto all'anno 2019, compensando le perdite registrate nel corso del 2020 (-5,7%).

La Russia, con 462 milioni di euro nel 2021, è tra i primi 10 Paesi per valore esportato della filiera in crescita del 12,7 per cento sul 2020, ma ancora in flessione sul 2019 (-4,5%). Nel 2021 le esportazioni italiane valevano 461,7 milioni di euro verso la Russia, circa 7,6 milioni verso la Bielorussia e 126,9 milioni verso l'Ucraina.

«All'inizio dell'anno la speranza era di tornare a una situazione di maggiore normalità e di rallentamento dei prezzi. Purtroppo - spiega Claudio Feltrin, presidente di Federlegno Arredo - la crisi in Ucraina ha peggiorato lo scenario, con aumenti delle materie prime e a una grave carenza di legno, per un valore complessivo che supera i 200 milioni di euro all'anno». Con l'ultimo pacchetto di sanzioni europee «è vietato acquistare, importare o trasferire nell'Ue legno, carbone di legna e lavori di legno di qualsiasi specie legnosa, se sono originari della Russia o sono esportati dalla Russia».

E per questo, «siamo convinti che sia il momento opportuno per diventare più autonomi - conclude Feltrin - ci stiamo impoverendo di materia prima mettendo a rischio il nostro settore a vantaggio di Cina e Turchia: non lasciamo che il legno diventi il nuovo gas».

Commenti