«Limiti assurdi, così via da Rogoredo»

Il paradosso: la sede ex chimici sarà conservata e bonificata per fare musica

Il presidente del Conservatorio di Milano, Raffaello Vignali, non riesce a trovare un senso. L'istituto musicale ha lanciato a fine maggio il «Bosco della musica» a Rogoredo, risposta positiva al «boschetto della droga», un progetto che sa di rivalsa per il quartiere. Si tratterebbe di una sede bis del Conservatorio con nuove aule, un campus per studenti-musicisti da 200 posti letto e un auditorium aperto a tutti. Tre giorni dopo, la tegola dal ministro M5S dei Beni culturali Alberto Bonisoli: una lettera che informa dell'avvio del procedimento per la messa sotto tutela della palazzina «Ex chimici», ciò che resta della Acciaierie Redaelli che operò dal 1895 al 1984 a Rogoredo, poi ha ospitato cooperative e da 13 anni è completamente abbandonata. L'assurdo, per Vignali, è che il Conservatorio ha tutte le intenzioni di mantenere quella palazzina, «pur non avendo pregio architettonico è un simbolo della storia di Rogoredo, ci costerebbe meno abbattere e ricostruire che sanificare ma siamo disposti ad affrontare la spesa». Il vincolo però creerebbe enormi problemi e costringerebbe «a scegliere un'altra zona». La palazzina è piena di amianto, «bonificare senza toccare i muri o dovendo chiedere ogni volta i permessi sarebbe complicato, e io non mi prendo la responsabilità di mettere i ragazzi in una palazzina piena di amianto. Se si pone il vincolo rivaluteremo la nostra decisione. Senza la palazzina il progetto non è compatibile, crea un vincolo geometrico che costringerebbe a creare un muro all'entrata dell'area, e la nostra idea è di aprire una porta verso Rogoredo».

Il presidente del Conservatorio ripete: «Faccio fatica a comprendere con il buonsenso il blocco, il progetto tutela il diritto all'ambiente e la salute e anche il bene stesso, vogliamo recuperarlo, altrimenti resterà in quella situazione fino a totale disfacimento. Se non ci fosse il problema dell'amianto non avremmo neanche problemi a mantenere l'attuale disposizione degli spazi per le aule. E faccio presente che già anni fa la palazzina fu oggetto di un bando comunale, il consorzio sociale che la vinse rinunciò per gli altissimi costi di bonifica». La sovrintendenza peraltro non ha mai chiesto all'ente di esaminare il progetto del Bosco della musica. Vignali ribadisce: «Prima di firmare l'accordo con il Comune serve certezza sul vincolo, non vogliamo sorprese in corso d'opera». Il Conservatorio una volta siglata la concessione dell'area potrebbe partire subito con la progettazione esecutiva. «Il mio mandato scade nel 2022 - chiude - e vorrei vedere già qualcosa in piedi».

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