L'ombra delle tangenti sui bruschi stop della metro

Nel 2019 una raffica di "brusche frenate" avevano fatto fermare i convogli della metropolitana di Milano. Ora gli accertamenti sugli incidenti si intrecciano con l'inchiesta sulle presunte gare d'appalto truccate. Il dirigente Atm arrestato si era interessato ai lavori: "Due settimane, smantelliamo una banchina"

Decine di episodi nel giro di un anno, che hanno portato al ferimento di diversi passeggeri. La causa, in tutti i casi, è da attribuire alle brusche frenate della metropolitana. Una vicenda che ora si intreccia con l'inchiesta su presunte tangenti e gare di appalto truccate, che hanno portato all'arresto, questa mattina, di 13 persone, tra cui anche uno dei dirigenti di Atm, Paolo Bellini.

Gli incidenti in metropolitana

Il 4 marzo del 2019, un brusco arresto aveva bloccato il traffico tra le fermate di Cimiano e Caiazzo, sul treno che portava ad Abbiategrasso-Assago sulla linea verde della metropolitana di Milano (linea 2). Intorno alle 7.45 della mattina, l'improvvisa frenata di emergenza aveva causato diverse contusioni ad alcuni passeggeri e una persona era stata traspostata in ospedale in codice rosso. Pochi giorni dopo, il 9 marzo, la seconda frenata improvvisa in pochi giorni aveva causato il ferimento di 9 passeggeri, molti portati in ospedale. Il treno che viaggiava sulla linea rossa (M1), proveniente da Cairoli, si è fermato bruscamente mentre entrava nella stazione di Cadorna. Poi, l'11 marzo, una situazione analoga aveva fatto fermare improvvisamente la metropolitana della linea M2, vicino alla stazione Cassina dè Pecchi, nella zona sud del capoluogo lombardo.

Nel corso dell'anno, incidenti simili si erano verificati diverse volte e altre brusche frenate era stata registrata nei mesi successivi. Il 2 ottobre, nella stazione di Cadorna, due passeggeri erano rimasti feriti, mentre il 7 era stata la volta della stazione Bisceglie quando, intorno alle 20.30, una frenata improvvisa aveva causato 5 feriti, due dei quali trasferiti in ospedale in codice giallo. Poi, ancora il27 novembre si era ripetuto il medesimo incidente, anche questa volta avvenuto sulla linea rossa (M1): diversi passeggeri erano stati sbalzati a terra.

Il 6 dicembre del 2019, la storia si era ripetura: il treno che viaggiava sulla linea rossa di Milano si era fermato all'improvviso all'ingresso della stazione San Babila, provocando la caduta di diversi passeggeri: quella volta, una quindicina di persone erano rimaste ferite, tra cui 7 trasportate in pronto soccorso.

L'inchiesta sugli appalti truccati

E ora, gli accertamenti sugli incidenti causati da stop improvvisi dei convogli della metropolitana di Milano sembrano intrecciarsi con un'altra inchiesta. Si tratta di quella che, questa mattina, ha portato all'arresto di 13 persone, tra manager di aziende e dirigenti di Atm, l'azienda che si occupa dei trasporti milanesi. Gli investigatori, infatti, hanno spiegato che, nel corso dell'indagine "sono stati raccolti elementi relativi ad un ulteriore e più risalente episodio di corruzione, avvenuto nel 2006 per l'assegnazione dell'appalto relativo al sistema di segnalamento della linea Metropolitana M1, nel cui contesto sono emerse le recenti criticità (frenate brusche d'emergenza) che hanno investito la linea rossa".

Il sistema di segnalamento è uno dei nodi più importanti per il funzionamento delle linee metropolitane e per la circolazione dei treni. È formato da un sistema a semaforo che indica quando ci sono degli ostacoli e quando è necessario far rallentare o bloccare i treni.

In un'intercettazione, inoltre, il dirigente Atm Paolo Bellini, considerata la figura centrale dell'inchiesta, parlava dei lavori da effettuare per risolvere il problema degli incidenti sulla metropolitana, causati dagli stop improvvisi dei convogli. Nel marzo 2019 un altro dirigente dell'Atm aveva riferito a Bellini che l'azienda intendeva eliminare le porte di banchina alla fermata M1 di Sesto San Giovanni, indicate come possibili concause delle brusche frenate, e gli aveva chiesto un preventivo: "Lascia attiva solo una banchina e l'altra la demolisco. Tieni conto ci vogliono almeno due settimane piene a smantellare", diceva Bellini. Subito dopo questa conversazione, Bellini aveva effettuato un'altra chiamata, per avvisare del lavoro: "Può darsi che Atm dopo gli incidenti che ci sono stati in metropolitana abbia forse deciso di smantellare le porte di Sesto, m'han chiesto più o meno di preventivare". "Eh tu fai quattro conti, tieni conto che hai due settimane compreso sabato e domenica".

Il fascicolo degli inquirenti potrebbe gettare un'ombra sull'appalto relativo al sistema di segnalamento della linea M1 e sui lavori per la risoluzione dei problemi legati all'incidente.

Un'eventualità respinta da Atm, che afferma: "A oggi per quello che abbiamo letto non abbiamo trovato nelle carte una correlazione diretta tra le frenate e i fatti spiacevoli di oggi". Il dirigente arrestato, infatti, "è stato tentato di turbare le gare, ma non ha influenzato il contenuto. Il tema delle frenate sino ad oggi a noi non risulta, è un tema che abbiamo affrontato da un punto di vista tecnico". In merito agli incidenti della metro "abbiamo contestato ai produttori problemi tecnici e intimato a questi signori di risolverli, cosa che sta avvenendo nei tempi e nei modi previsti". Il tema della frenate, ribadisce, "non ha correlazione diretta con i tentativi di turbare il corretto svolgimento della gare".

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Commenti
Ritratto di giovinap

giovinap

Gio, 25/06/2020 - 14:08

senti che robe succedono a milan!