Lotta dura alla burocrazia nel decalogo degli artigiani

Dieci proposte da realizzare nei prossimi due anni per dare ossigeno alle piccole e medie imprese

Dieci proposte (dal fisco, agli investimenti, alla semplificazione normativa, le start up, i giovani, la formazione, il contrasto all'abusivismo e ovviamente l'Expo) da realizzare nei prossimi due anni per dare ossigeno alle piccole e medie imprese. È stato questo il «pacchetto» con cui gli artigiani si sono presentati ieri all'assessore alle Attività produttive Mario Melazzini, che ha preannunciato «una serie di interventi per la libera impresa e per la semplificazione».

Gli artigiani infatti hanno ribadito la drammaticità della situazione. «L'artigianato è il settore che sta soffrendo più di ogni altra categoria - ha spiegato il presidente dell'Unione artigiani di Milano e provincia Stefano Fugazza -. Se i primi anni di questa crisi i nostri artigiani sono infatti riusciti a tenere duro, adesso i dati ci dicono che il settore è al collasso, perché la crisi, che sta peggiorando, come dimostrano i nostri dati, sta toccando soprattutto le micro-imprese. Basti pensare che in Lombardia dall'inizio dell'anno stanno chiudendo 20 aziende artigiane al giorno».

Fugazza ha sottolineato come vadano «trovate soluzioni diverse, perché mai nella nostra storia recente abbiamo dovuto far fronte ad una situazione come quella che stiamo vivendo. Come è nel nostro modo di operare, noi non chiediamo solo, ci offriamo per individuare soluzioni innovative che non possono prescindere dalla condivisione di un nuovo modo di stabilire strategie e soluzioni, ponendo l'impresa al centro dell'agenda politica». Ecco perché l'Unione artigiani ha presentato una piattaforma di dieci proposte che potrebbero aiutare a far ripartire il settore.

Da un'indagine effettuata tra gli artigiani è stato rilevato che la burocrazia costa alle imprese milanesi oltre 420 milioni di euro l'anno. Gli artigiani non lamentano solo l'aggravio della pressione fiscale. A tormentarli ci sono anche le ulteriori complicazioni normative. Il 54 per cento degli artigiani giudica la gestione fiscale in questi ultimi due anni «più difficile». Le complessità crescono con il crescere delle dimensioni dell'azienda: la situazione si è fatta «più difficile» per il 45,7% delle imprese senza dipendenti, per arrivare al 74,2% per quelle da 6 a 8 addetti.SC

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