M4, teatro Lirico, Arena. Bloccati dal virus più di 160 cantieri

Il Comune stoppa i lavori non essenziali. Preoccupazione per lo sfoltimento del verde

Oltre 167 cantieri comunali bloccati e tra questi c'è quello più pesante della M4 (con 55 aree), dove i lavori erano già ridotti al 30% e da lunedì sono sospesi del tutto. Col forte rischio che l'inaugurazione del primo tratto della metropolitana tra Linate e San Cristoforo fissata a gennaio possa slittare per l'ennesima volta. Dal conteggio restano poi ancora fuori le opere di edilizia scolastica, la mappatura è in corso. Effetto Coronavirus e dei decreti di Regione e governo, tra le misure anti epidemia c'è il fermo dei cantieri in Lombardia «ad eccezione di realizzazione e manutenzione di strutture sanitarie e di protezione civile, manutenzione di rete stradale, autostradale, ferroviaria e del trasporto pubblico locale, realizzazione, manutenzione e funzionamento degli altri servizi essenziali o per motivi di urgenza e sicurezza». In più sono sospese tutte le attività produttive salvo quelle nella liste stilata dal governo e le filiere collegate. Gli assessori alla Mobilità Marco Granelli e al Verde Pierfrancesco Maran hanno tradotto le conseguenze sulla città ieri nella commissione consiliare riunita in videoconferenza. Per quanto riguarda la Direzione tecnica che comprende i lavori di beni del Demanio, Sport, Cultura e Area impianti il bilancio è di 5 cantieri ancora attivi e 24 sospesi perchè non rientrano tra le deroghe. Stop ad esempio ai lavori dell'Arena civica, centro natatorio Cambini, ex cinema Orchidea, teatro Lirico, Palazzo della Ragione, ampliamento della Biblioteca di Baggio, recupero di alloggi popolari sfitti. Possono proseguire il servizio calore, le opere che garantiscono il funzionamento dei forni crematori, manutenzioni elettriche. La direzione Mobilità mantiene attivi 15 cantieri (manutenzioni urgenti di pavè, strade e ponti, segnaletica stradale) ma deve bloccarne 50. E Granelli riferisce che alcune ditte che lavorano sulle strade «hanno chiesto una sospensione perchè i lavoratori non riescono a raggiungere Milano». In stand by 7 lavori dell'area Verde tra cui il restyling di piazza Sant'Agostino o piazza Archinto. E c'è il timore che la stretta crei una situazione di emergenza sul mantenimento del verde e lo sfoltimento delle piante che provocano crisi allergiche. Da decreto si possono eseguire i tagli e le manutenzioni indispensabili, ad esempio se possono bloccare il transito. «La prefettura ha chiesto di individuare le aree più a rischio allergia e ho posto il tema del piano ambrosia, spero si possa trovare un buon punto d'incontro. Andremo avanti con interventi limitati, al tavolo - spiega Granelli - e stiamo capendo come intervenire per i problemi igienico sanitari che la vegetazione non curata può creare». La direzione Transizione ambientale che fa capo al sindaco ha bloccare 3 cantieri (consolidamento del cavo Redefossi da piazza V Giornate a corso Lodi e interventi sugli impianti di scarico delle acque al parco Sempione e ai Giardini Montanelli). Tutti sospesi i 14 recuperi di alloggi sfitti, Mm invece ferma 60 lavori e ne può proseguire solo 4, stop a 8 cantieri Atm tra cui l'impermeabilizzazione delle gallerie lungo la M1 e M2.

I lavori della M4 hanno subito un forte rallentamento già dall'8 di marzo, quando l'esodo di molti lavoratori del sud ha portato al blocco delle due talpe, ferme all'altezza della stazione De Amicis e Vettabbia. I lavori sono stati bloccati in toto lunedì con il rientro di 70 lavoratori ai domicili e un centinaio rimasti al campo base per la messa in sicurezza. Il capogruppo di Forza Italia Fabrizio De Pasquale sottolinea che «i cantieri M4 sono sospesi solo da 3 giorni, non vorrei che si giustificasse il rinvio dell'inaugurazione, già prevista per Expo 2015 ricordiamolo, con un ritardo sempre negato ma che già c'era». Granelli e il presidente della società M4 Fabio Terragni puntualizzano che «ad oggi non è detto che salti l'inaugurazione». Ma «sicuramente c'è un blocco che crea problemi e non sappiamo quanto durerà, potremo fare i conti alla fine. Il cronoprogramma era in linea ma abbiamo avuto difficoltà anche per il trasferimento dal Ministero dei soggetti preposti alle verifiche di sicurezza su impianti e treni».

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