M4, verde e Galleria: l'ex pm bacchetta Sala

Le "pulci" di Colombo nella relazione finale. E scontro sindaco-Bernardo sugli indagati

M4, verde e Galleria: l'ex pm bacchetta Sala

«Pur tenendo in considerazione le dimensioni dell'opera e tutti gli imprevisti del caso, desta perplessità il ritenere fisiologico un ritardo di diciotto mesi per la fine lavori della M4, da marzo 2022 a fine 2023, tanto più che almeno una parte dei motivi che lo hanno provocato, in particolare il contenzioso contro le compagnie di telecomunicazione» per gli oneri di spostamento dei cavi nei cantieri «avrebbe potuto essere meglio gestita in via preventiva», con una più attenta regolamentazione degli aspetti contrattuali. Parte proprio con una stoccata sulla quarta linea della metropolitana la Relazione finale sui cinque anni di mandato della giunta Sala pubblicata ieri dal Comitato per la legalità, la trasparenza e l'efficienza amministrativa presieduto dall'ex pm di Mani pulite Gherardo Colombo. Nella pagina finale inoltre il Comitato «si rammarica che cinque anni non siano sufficienti per organizzare e rendere effettivo il sistema di gestione degli immobili comunali e per rimediare aglio inconvenienti della gestione dei campi sportivi, per fare due esempi». Aveva suggerito uno statuto per la gestione degli spazi in Galleria che racchiudesse linee di indirizzo precise per l'assegnazione degli immobili, forse avrebbe evitato i numerosi ricorsi. E il comitato presieduto da Colombo non risparmia critiche sulla gestione del verde, riferisce di aver svolto un sopralluogo lo scorso aprile con l'assessore Pierfrancesco Maran ai Giardini Montanelli, e in quell'occasione aveva segnalato «buche e avvallamenti nei viali. erba rada, argini e muretti danneggiati» che «denotano delle carenze nella cura e nella manutenzione dei giardini, elementi analogamente riscontrabili anche altrove in città».

E il tema giustizia ha acceso ieri lo scontro tra Sala e il candidato del centrodestra Luca Bernardo. Il sindaco premette di non voler intervenire sulla chiusura delle indagini a carico del governatore Attilio Fontana sul «caso camici» ma «se guardiamo il numero degli indagati del centrodestra a vario titolo nel nostro territorio sono tanti - sostiene -, oggi è come se fosse una gara per alcune decine a zero, le giunte di centrosinistra a Milano sono state immuni da fatti corruttivi e questo qualcosa vuol dire». Bernardo giudica quella di Sala «un'altra caduta di stile. Io e il centrodestra siamo sempre garantisti, sia nei confronti della destra sia per la sinistra. Abbiamo delle forze dell'ordine, un'avvocatura, una magistratura che sono in grado di dirci cos'è successo». E l'assessore regionale Fdi Riccardo De Corato fa presente che «pur sapendo di non essere senza macchia, il sindaco scaglia pietre su Fontana e sul centrodestra in generale». Ricorda che Sala da commissionario Expo è stato «condannato a sei mesi di reclusione e poi assolto perchè il reato nel frattempo è caduto in prescrizione».

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