Cronaca locale

Macbeth in lingua sarda e racconti allo zafferano

Un ricco cartellone, tra storie d'amore e danze irlandesi. Al Parenti torna il Borges di Gioele Dix

Macbeth in lingua sarda e racconti allo zafferano

Venite con noi, tra i meandri del mondo parallelo che si chiama Teatro. Storie d'amore, classici rivisti e traditi, danze smeraldine, paelle nel foyer, clown laureati in ingegneria. Un vecchio slogan diceva «di tutto, di più», ed è proprio così, in questa settimana di luminarie e natalini che precedono il vero Natale. Cominciamo dal Teatro della Triennale, dove fino al 14 dicembre va in scena Macbettu, in lingua sarda con sottotitoli in italiano. È un ritorno: in Triennale era stato applaudito lo spettacolo di Alessandro Serra, con un'affiatata squadra di attori; trasporta Macbeth in Barbagia, sposando Shakespeare con i riti del Carnevale - maschere e canti inclusi - d'una remota Sardegna. Lavoro cult, onusto di premi internazionali. Solo una serata, il 13 dicembre, per le Danze irlandesi all'EcoTeatro di via Fezzan. Un racconto natalizio ballato, con musiche e canzoni dal vivo, eseguite con strumenti della tradizione gaelica. I ballerini provengono dalla meneghina Accademia di Danze Irlandesi Gens d'Ys. Altro spettacolo in unica soluzione è Racconti di zafferano, domenica 15 alle ore 20 nel foyer del Teatro Manzoni. Maria Pilar Pérez Aspa cucina una paella, nel mentre recita pagine dedicate al cibo nei libri di Cervantes, Proust, Montalbàn e altri. Poi la paella di carne verrà mangiata con gli spettatori: la degustazione vini è curata dall'associazione italiana sommelier Lombardia, in collaborazione con l'azienda Lis Neris. Lo spettacolo-performance è prodotto da Atir Teatro Ringhiera. Ritorno fortemente richiesto è Cita a ciegas dell'argentino Mario Diament, con gli strepitosi Gioele Dix, Laura Marinoni, Elia Schilton, Sara Bertelà, Roberta Lanave, diretti da Andrée Ruth Shammah (Parenti, fino al 22 dicembre). Al Teatro Verdi, produzione Teatro del Buratto, dal 12 al 15 dicembre si scopre il talento di Roberto Mercadini, ingegnere informatico che si è dato alle scene, con monologhi basati su inganni e magie della parola. Lo spettacolo si chiama Elogio del linguaggio e spazia dalle narrazioni maya a quelle ebraiche, dalle indiane alle sacre. Potrebbe sembrare un miscuglio senza logica, invece l'arte di Mercadini (che tornerà in gennaio) gliela conferisce. Amami o sposerò un millepiedi è il curioso titolo della spettacolo all'Elfo Puccini, fino al 22 dicembre. Ferdinando Bruni e Ida Marinelli leggono la corrispondenza tra Anton Cechov e Olga Knipper, l'attrice compagna, negli ultimi anni, del drammaturgo e scrittore russo. Si scrissero oltre quattrocento lettere: Cechov dalla Crimea, lei da Mosca. Quando ci si domanda che forma può prendere l'amore, queste lettere rispondono. Trattano di emozioni private e di teatro, non disgiunto dal vero sentire di Anton e Olga. Che c'entra il millepiedi? Per saperlo bisogna sedersi in poltrona, non è bello svelare i misteri in anticipo.

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