«Mai un voto con il Pdl» e la strada resta un incubo

«Non firmeremo mai un documento del Popolo della Libertà nemmeno se contenesse la proposta migliore al mondo». Non è la Camera o il Senato ma più modestamente il consiglio di zona 7 di Milano. Nei blocchi ideologici, la sinistra non distingue tra centro e periferie istituzionali. E l'autore della dichiarazione di guerra non è un esponente di spicco della segreteria nazionale di Pd o Sel, ma Franco Filocamo, consigliere di zona di Sinistra per Pisapia. Ma qual è l'antefatto?

A seguito di un incidente del 20 aprile scorso nell'incrocio tra via Domenichino e Via Ravizza muore travolto da un camion Marco C., 51 anni padre di 4 figli. «Abbiamo fatto un sopralluogo - spiega Marco Bestetti, consigliere di zona 7 per il Pdl - e su sollecitazione di numerosi cittadini, che ci hanno informato di episodi simili accaduti in passato, abbiamo redatto una mozione urgente a nome di tutto il gruppo semplicemente per la messa in sicurezza dell'incrocio, lasciando ai tecnici del Comune l'individuazione della soluzione migliore».

Ma la mozione non è stata messa ai voti e nemmeno discussa perché la maggioranza di centrosinistra si è rifiutata di firmarla. In questa occasione Franco Filocamo spiega chiaramente il motivo: «mai con il Pdl». A rincarare la dose ci pensa un altro consigliere di zona, Riccardo Rocco del Partito Democratico, che accusa i pidiellini di speculare sui drammi. «Ora la mozione seguirà l'iter ordinario in Commissione - prosegue Bestetti - sperando che intanto non ci scappi un altro morto. La contrapposizione politica ci può stare, ma non su un argomento del genere, non davanti ai morti. E' stata un'autentica vergogna, che i cittadini penso debbano conoscere».

Il muro ideologico contro il Pdl nel consiglio di zona 7 non è recente, anzi. Già in occasione delle celebrazioni per il 150° dell'Unità nazionale, la maggioranza aveva votato contro una mozione del centrodestra che si era visto costretto a interrompere il consiglio intonando l'inno di Mameli. Peggio era andata nel maggio 2012 a Carlo Armeni, consigliere ora in Fratelli d'Italia, reo di aver partecipato al corteo per Ramelli. Il Pd aveva fatto proiettare durante il consiglio un video in cui il giovane consigliere partecipava alle commemorazioni del giovane iscritto al Fronte della Gioventù assassinato nel 1975. Enea Coscielli, capogruppo del Pd, aveva definito inopportuna la sua presenza ad una manifestazione del genere. La lista dei «no» è sfociata anche nel ridicolo come nel caso dell'illuminazione del Parco delle Cave proposto dal Pdl. «Ci hanno risposto che avrebbe scioccato le piante e le lucciole»”. Quelle con le ali, si intende.

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