Alitalia taglia i voli a Milano, a Linate solo i "nazionali"

Il ridimensionamento è dovuto alle nuove misure governative per contenere la diffusione del virus e si aggiunge alle altre decisioni prese nei giorni scorsi, quando già gli aerei volavano pressochè vuoti

Alitalia dà un taglio netto ai collegamenti da e per Milano. Il ridimensionamento è dovuto alle nuove misure governative per contenere la diffusione del virus e si aggiunge alle altre decisioni prese nei giorni scorsi, quando già gli aerei volavano pressochè vuoti.

Fino al 3 aprile (la data indicata nel decreto) Malpensa non è più servito, vengono cancellati i quattro voli che avevano resistito; a Linate va ancora peggio, sospesi tutti i collegamenti internazionali, mantenuti quelli nazionali ma con frequenze ridotte. I numeri fanno impressione: da 204 voli al giorno si passa, improvvisamente, a 26: un colpo quasi mortale. Alitalia fa sapere che le destinazioni europee cancellate a Linate possono essere ugualmente raggiunte con scalo a Roma Fiumicino, ma non è la stessa cosa.

Vediamo in dettaglio come viene ridimensionato il servizio da e per la Lombardia, che già nei giorni scorsi era stato ridotto: erano stati cancellati, ricordiamolo, i 6 voli a/r Bergamo-Roma, i Linate - Fiumicino erano scesi da 38 a 20, i Malpensa - Fiumicino da 8 a 6. Da oggi Linate viene ridimensionato pesantemente. Cancellati tutti i voli internazionali; non saranno più raggiungibili direttamente Amsterdam, Parigi CdG, Francoforte, Stoccarda, Madrid, Dusseldorf, Bruxelles, London City, Parigi Orly, Colonia. Un colpo tremendo per l'aeroporto. Resistono un volo di andata e uno di ritorno quotidiani per Londra Heathrow. Cancellati o ridotti anche i collegamenti nazionali. Restano in esercizio una coppia di voli al giorno per Catania, Palermo, Cagliari, Alghero, Lamezia, Napoli, Bari, Brindisi, Perugia, più tre coppie (sei voli) fra Linate e Fiumicino. E pensare che quest'ultima fino a dieci anni fa era una delle rotte più trafficate e più redditizie del mondo. La compagnia ci tiene a sottolineare che il fattore determinante è stato il decreto dell'altra notte; ma che il riempimento degli aerei fosse precipitato a livelli insostenibili era già sotto gli occhi di tutti.

L'elenco delle cancellazioni a Malpensa fa meno impressione perchè negli anni il disimpegno, anche dopo il dehubbing del 2008, era stato costante: sospesa la tratta da e per New York e i sei voli superstiti della Roma- Malpensa. Tokio era già stata chiusa nei giorni scorsi, mentre l'altro ieri prima delle ultime misure era stata cancellato anche il collegamento stagionale con le Maldive, per le restrizioni all'ingresso riservate ai passeggeri italiani.

Contraccolpi da queste decisioni arrivano direttamente alla Sea e, attraverso il Comune di Milano che ne è azionista al 54,81%, a tutti i cittadini di Milano. Alitalia è sempre stata il primo cliente della Sea, con una quota di mercato prossima al 70%, che ora viene sforbiciata provocando vistose minori entrate. Ricordiamo che nel 2018, ultimo bilancio disponbile, la Sea ha fatturato 693,1 milioni di euro, con un utile netto di 123,5, che ha permesso di girare al Comune nel giugno dello scorso anno un dividendo ordinario di 54 milioni. La Sea deve fare i conti anche con le riduzioni di molte altre compagnie e con la chiusura temporanea di varie attività commerciali nei due aeroporti che gestisce.

La riduzione di voli di Alitalia aggrava un altro capitolo con il quale tutte le compagnie devono fare i conti: la «storicità» degli slot. Gli slot sono le finestre orarie che permettono decolli e atterraggi, e quelli in fasce orarie pregiate hanno un grandissimo valore per l'offerta alla clientela. Sono assegnati gratuitamente ma una compagnia deve utilizzarli almeno all'80%, altrimenti vengono requisiti e riassegnati. Alitalia ha un portafoglio di slot molto ricco a Linate e se non riesce a «onorarli», li perde. Un danno gravissimo per una compagnia che sta cercando un compratore.

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