Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 13:26
Cronaca locale

«Mani libere per il ballottaggio? Noi leghisti sappiamo cosa fare»

Matteo Salvini, la Lega ha preso una bella bastonata. E soprattutto in Lombardia.

«Non una bastonata, abbiamo perso voti e ce lo siamo meritato».

Perché?

«Perché invece di pensare a Como, Monza o Erba parlavamo di diamanti, lingotti, autisti di Renzo Bossi e tangenti inventate».

Diamanti e lingotti c’erano.

«Siamo stati oggetto di un bombardamento senza precedenti».

Ci sarà mica un complotto.

«Nessun complotto, perché se un consigliere regionale, anzi un ex consigliere va a prendersi una laurea in Albania e un ex tesoriere investiva soldi in lingotti, poi al leghista di Bergamo e all’imprenditore di Brescia gli girano le balle».

Avete perso Cassano Magnago, paese natale di Bossi dove amministravate da vent’anni.

«In questa sconfitta c’è un risvolto positivo: chi votava Lega e oggi è deluso non ha votato a destra o a sinistra, ma è rimasto a casa».

Non ha votato Beppe Grillo?

«No. Si è astenuto e questo vuol dire che se ora lavoriamo bene ci possiamo riprendere il suo voto. E soprattutto la sua fiducia».

Ora ci sono i ballottaggi. Formigoni ha chiesto a Maroni di rifare l’alleanza.

«La mia posizione personale è che siamo partiti da soli e finiamo da soli. È quello che ci chiedono i nostri militanti».

A costo di consegnare tanti comuni del Nord alla sinistra?

«Noi accordi di partito non ne facciamo. Gli elettori scelgano il candidato che gli piace di più».

Nemmeno dopo aver visto i risultati vi siete pentiti di aver spaccato il centrodestra?

«L’altra volta insieme abbiamo vinto tanto, ma adesso abbiamo preso 10 sindaci e siamo al ballottaggio in quattro grossi centri come Tradate, Senago, Cantù e Meda. Vincere da soli vale doppio».

Cosa significa?

«Che se la Lega vuole diventare il primo partito del Nord, deve avere coraggio».

E andare con il Pdl è sbagliato?

«Quando col Pdl si fanno alleanze raffazzonate, è difficile ragionare. Tante giunte sono saltate».

A Monza da soli non siete nemmeno arrivati al ballottaggio. Avete sbagliato candidato?

«Era giusto ricandidare il sindaco uscente. E a Monza la Lega ha preso gli stessi voti di 5 anni fa».

Quindi mai più alleanze?

«Niente, almeno fino a che il Pdl sosterrà un governo tassatore e pericoloso come quello di Monti».

Sembra che i candidati maroniani come Tosi abbiano vinto, i bossiani perso. Ci sono ormai due leghe nella Lega?

«La Lega è una. Questi dibattiti inutili lasciamoli ai giornali».

In tempi di crisi non avete intercettato lo scontento di imprenditori e artigiani del Nord.

«Non a caso abbiamo ricominciato ad occuparci di Imu, Iva, rimborso dei crediti dallo Stato. E in Regione di aiuti alle imprese».

A giugno il congresso in Lombardia e poi quello federale. Rivoluzione nella Lega?

«La Lega non cambia nome come fanno gli altri e non cambia il programma che resta il federalismo, però faremo un bel cambio di uomini e di ruoli».

Salvini diventa il segretario lombardo?

«Ci sono tanti candidati».

In Regione l’alleanza con il Pdl tiene fino alla fine?

«Mi auguro di sì, nonostante le polemiche e le inchieste».

Non è strano?

«No, perché la Lombardia è la regione meglio amministrata d’Italia. Quella con i bilanci a posto e che costa meno ai cittadini».

Dopo la batosta da dove riparte la Lega?

«Da 200 sindaci in Lombardia, 180 vicesindaci, 800 assessori e 2mila consiglieri. Dobbiamo metterli in contatto. Abbiamo 100 assessori ai servizi sociali, facciamoli incontrare perché se uno ha una buona idea la possa condividere».

Li avete trascurati?

«Invece di investire i soldi in diamanti, usiamoli per far circolare le buone idee della Lega».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.