Marcia indietro delle squadre. Ecco come salvare San Siro

Milan e Inter hanno presentato due progetti rivisitati che mantengono in piedi una parte del vecchio Meazza

Da come sono andate le cose ieri mattina in Comune, l'incontro potrebbe essere davvero di buon auspicio. I rappresentanti di Milan e Inter hanno nuovamente incontrato l'assessore all'Urbanistica Pierfrancesco Maran e la titolare allo Sport Roberta Guaineri per riaprire il dialogo sullo stadio, vecchio e nuovo. In particolare il presidente del Milan Paolo Scaroni e l'amministratore delegato dell'Inter Alessandro Antonello ieri mattina hanno presentato due nuovi progetti aggiornati, uno a firma dello studio Populous e l'altro di Manica /Sportium i due studi internazionali ancora in lizza per la progettazione, che tengono conto delle richieste inderogabili di Palazzo Marino.

Prima di Natale, infatti, l'amministrazione palazzo aveva insistito sulla necessità di rifunzionalizzare il Meazza parte di esso, mantenere una traccia riconoscibile della scala del calcio nel contesto di un nuovo stadio. Entrambi i progetti rivisti prevedono quindi il mantenimento di una parte del primo anello del Meazza che risale al 1926: in una versione si conserva la tribuna, nell'altra la tribuna e una parte della curva. L'area occupata dall'attuale campo da calcio, ma anche all'esterno dello stadio invece sarebbe destinata a campetti da gioco, calcio, basket, rugby, palestra da arrampicata in modo da conservare anche la vocazione sportiva dell'impianto, una cittadella dello sport in sostanza, per la città con «funzioni di intrattenimento per far vivere il distretto di San Siro 365 giorni all'anno, in ottica di servizio e beneficio per la cittadinanza» scrivono in una nota stringata i club. Previsto anche un museo dello stadio che nulla ha a che vedere con il memoriale della «Scala del calcio» però. A dicembre Milan e Inter avevano ribadito l'impossibilità a mantenere, accanto a un nuovo stadio, anche l'impianto Meazza per un utilizzo futuro per attività sportive professionali, ma solo dilettantistiche.

«I Club proseguiranno nell'approfondimento tecnico ed economico delle ipotesi progettuali presentate, sempre in coerenza con le linee guida indicate dal Comune» scrivono i club. Il prossimo incontro potrebbe essere già tra una decina di giorni, quando verrà affrontato il nodo economico, ovvero la valutazione della sostenibilità dei nuovi progetti. Poi sarà volta dello spinosissimo argomento della indice edificatorio concesso per il nuovo quartiere, con tanto di hotel, torri destinate a uffici e residenze che dovrebbe sorgere intorno allo stadio.

Manca ancora un tassello fondamentale ovvero il parere della sovrintendenza sul destino del Meazza ovvero se dovrà essere conservato in toto o in parte, atteso per febbraio - marzo. La speranza, quanto meno delle squadre, è che avendo conservato traccia riconoscibile del vecchio San Siro la Sovrintendenza «si accontenti».

Commenti

tiromancino

Mer, 22/01/2020 - 13:03

Non ho ancora capito cosa cazzarola c'entra la sovraintendenza,ma cosa ha di interessante,boh