Le mascherine di Arcuri? Troppo grandi o strette e difficili da togliere

Invitalia manda alle elementari dispositivi per adulti, che spesso non vengono usati

Le mascherine di Arcuri? Troppo grandi o strette e difficili da togliere

Mascherine da adulti per bambini, troppo grandi per le dimensioni del volto, impossibili da far aderire al viso, in alcuni casi dotate di elastico da far passare dietro la testa che le rendono ostiche alla maggioranza degli alunni e di fatto inutilizzabili. Si parla di migliaia di dispositivi che il governo, o meglio la struttura coordinata dal Commissario straordinario per l'emergenza Covid Domenico Arcuri invia alle scuole di tutta Italia. Le segnalazioni in questo caso arrivano dalle scuole primarie di Milano, che hanno segnalato l'errore e lo spreco conseguente.

La tipologia IIR è stata in prevalenza distribuita da settembre: si tratta di mascherine di formato pediatrico, ma con gli elastici dietro la testa. La maggior parte dei bimbi le trovano «opprimenti», gli altri che riescono ad indossarle per la dimensione piccola della testa, al momento di toglierle in autonomia fanno passare la parte esterna sul volto, cosa che andrebbe assolutamente evitata. Inoltre l'assenza del ferretto da stringere sopra al naso fa sì che la mascherina sia più «mobile» di quanto dovrebbe, non trovandosi ad aderire al volto di chi la indossa.

Il risultato è che per poter utilizzare comunque le mascherine, gli elastici vengono tagliati e di nuovo attaccati (in vari e fantasiosi modi) per poterli posizionare dietro le orecchie, ma nella maggioranza dei casi le mascherine non vengono usate del tutto, con un enorme spreco di risorse pubbliche, e di conseguenza con le famiglie che si trovano a sobbarcarsi anche la spesa dei dispositivi formato bimbo. A ciò si aggiunge lo smaltimento delle mascherine inutilizzate.

Con il Dpcm del 3 novembre per le elementari e le prime medie, uniche ad avere garantita la didattica in presenza, l'uso della dispositivi di protezione individuale è diventato obbligatorio anche al banco e i bambini sono tenuti a cambiarli a metà giornata. A ogni alunno viene ora distribuito un pacchetto di 10 pezzi per la settimana, peccato che si sia in formato per adulti.

L'aspetto che lascia assolutamente perplessi è che Invitalia, la struttura guidata da Arcuri, pur essendo ovviamente a conoscenza dell'utenza cui i dispositivi sono destinati, ha inviato mascherine per adulti. E solo dopo l'ennesima segnalazione, ha pensato di modificare la fornitura. «Si conferma anzitutto che la struttura commissariale provvede alla fornitura gratuita di mascherine chirurgiche destinata agli studenti di scuole primarie, secondarie di I e II grado nonché al personale docente e non docente di ogni ordine e grado - si legge nella risposta, che non tiene conto del fatto che gli studenti delle scuole superiori sono ormai a casa-.Proprio per venire incontro alla segnalazioni ricevute, da qualche giorno, abbiamo deciso di far realizzare anche per i più piccoli le mascherine con gli elastici dietro le orecchie. Come quelle che avete chiesto. Servirà ancora qualche settimana, e quando saranno pronte le manderemo in tutte le scuole d'Italia».

Ma ancora più scioccante è la risposta finale: «Laddove nel frattempo la tipologia di mascherine non fosse conforme alle Vostre esigenze, potremo fornire quelle per adulti».