Al Meazza sfida senza tempo Perchè Italia-Germania nei sogni finisce sempre 4 a 3

In campo due nazionali che hanno vinto 8 mondiali È la storia del calcio e di un'amichevole molto «seria»

Antonio Ruzzo

AMICHEVOLE Ma Italia-Germania amichevole non sarà, come non lo è mai stata. Troppa storia, troppo prestigio. E'dai mondiali di Messico '70, da quella semifinale finita 4-3 e diventata leggenda, racconto, libri e teatro che italiani e tedeschi quando scendono in campo fanno sempre molto sul serio.

BALILLA Giuseppe Meazza colonna dell'Ambrosiana con cui vince due scudetti a 19 anni è titolare in Nazionale e lo chiamano «il Balilla» per il suo calcio tutto guizzi e invenzioni. Veste anche le maglie di Milan, Juventus e Atalanta, realizzando 225 reti in Serie A. Celebre il suo gol con la «chiamata» del portiere, invitato all'uscita e beffato con una finta. In azzurro chiude con 53 presenze e 33 reti.

CITTÀ AZZURRA Milano è azzurra. Tanti gli eventi: un «Fan Match Italia-Germania» tra le Nazionali dei tifosi per una gara all'insegna del fair play, il premio Giulio Campanati al miglior arbitro di Euro 2016, due sfide che animeranno il pre-partita tra i Pulcini.

DOMANDE Tra le più originali quelle fatte agli azzurri a Milanello da 30 ragazzini selezionati dal Settore Giovanile e Scolastico della FIGC.

EUROPEO 2016 É l'ultima sfida ufficiale. E' il 2 luglio quanto le squadre guidate da Antonio Conte e Joaquim Low si trovano di fronte nei quarti degli Europei di Francia, al Nouveau Stade de Bordeaux. Finisce 1-1 dopo 120 minuti. Sono necessari 18 tiri di rigore prima di vedere la Germania vincere 6-5. Fatali gli errori di Zazza e Pellè. Per la prima volta nella storia la sfida si risolve dal dischetto e per la prima volta i tedeschi passano il turno a scapito degli italiani nella fase finale di un europeo.

FACCHETTI Calciatore, dirigente, presidente. Una vita dedicata al calcio esempio di integrità, di onore e lealtà sportiva. Leggenda del calcio nerazzurro ma anche azzurro. E'stato capitano della nazionale italiana dal 1966 al 1977, ha partecipato alla vittoriosa edizione del campionato europeo del 1968 e con la maglia azzurra ha preso parte anche a tre edizioni del campionato mondiale (1966, 1970, 1974) laureandosi vicecampione nel 1970.

GAZZANIGA Silvio Gazzaniga, scultore milanese doc, era il «papà» della Coppa del Mondo, lui l'aveva disegnata e realizzata. Con il suo lavoro e la sua creatività ha riempito i sogni e i desideri di milioni di appassionati del pallone, e poche settimane fa a 95 anni è passato a miglior vita. Sarà sempre ricordato per la più celebre delle sue opere e sarebbe bello venisse anche ricordato stasera.

INNO FISCHIATO Tensione al Meazza. E' l'8 settembre del 2007 quando in occasione delle qualificazioni europee Italia e Francia si affrontano in una gara decisiva. Quando la banda degli alpini intona la Marsigliese l'inno francese viene sommerso dai fischi. E a nulla valgono i cenni di alcuni giocatori che chiedono di smetterla. La polemica con i francesi si trascina dal mondiale tedesco dell'anno prima e i tifosi prendono di mira soprattutto il ct Raymond Domenech.

KAISER Franz Beckenbauer, il Kaiser è stato il faro della nazionale tedesca e il cervello del Bayern Monaco degli anni Settanta. Con la maglia della nazionale, fa il suo esordio a vent'anni il 26 settembre del 1965. Con la casacca tedesca gioca 103 partite realizzando 14 reti. Vince un campionato europeo per nazioni nel 1972. Gioca tre edizioni della coppa del Mondo, vincendo l'ultima in Germania nel 1974.

LOMBARDIA Nel 1920 in Viale Lombardia c'era il campo sportivo della città di Milano, sede degli incontri calcistici interni del Milan dal 1920 al 1926. Di proprietà del Milan aveva anche una pista d'atletica e una grande tribuna in cemento armato in grado di accogliere 20.000 spettatori. Si trovava nell'isolato compreso tra Viale Campania, Via Sismondi, Via Ostiglia e Via Zanella ed è con lo stadio San Siro, l'Arena Civica e il Vigorelli uno dei quattro impianti milanesi dove si è giocata Italia-Germania.

MAZZOLA (E RIVERA) Sandro Mazzola e Gianni Rivera, l'Inter e il Milan, il calcio a Milano e nel mondo, l'Italia divisa in due da una staffetta che decretò la fortuna e (subito dopo) la fine di Ferruccio Valcareggi ct azzurro nella storica semifinale dell'Atzeca. E' il «golden boy» a portarci in finale con quel gol da cineteca che stende i tedeschi ai supplementari. Poi i famosi 6 minuti della staffetta con Mazzola nella finale persa con il Brasile ci regalano tutta un'altra storia.

NETZER Non tanto con la maglia della nazionale tedesca ma con quella del Borussia Monchengladbach, Gunter Netzer sui campi negli anni 70 per i difensori era un vero e proprio sorvegliato speciale. Potente e immarcabile fu uno dei protagonisti degli ottavi di finale di Coppa Campioni contro l'Inter. E'il 1971 e la sfida diventa famosa come «la partita della lattina». Al 29 del primo tempo Boninsegna viene colpito da una Coca Cola lanciata dagli spalti e si accascia. Scoppia il finimondo, finisce 7 a 1 per i tedeschi con due reti di Netzer ma l'Inter fa ricorso e la gara viene ripetuta a Berlino dove i nerazzurri pareggiano e riescono a passare il turno.

OCCASIONE La sfida del Meazza è anche un'ottima occasione per fare del bene e sostenere una causa importante. La FIGC sosterrà infatti le iniziative AIRC a sostegno della ricerca sul cancro, promuovendo all'ingresso in campo e durante la gara il numero solidale per la racconta fondi.

PABLITO Paolo Rossi a San Siro giocò con la maglia del Milan e contro i tedeschi segnò la prima delle tre reti con cui gli azzurri vinsero la finale mondiale del 1988 in Spagna. Fu l'eroe atteso e ritrovato di quel mondiale e per tutti diventò Pablito.

Q UOTE Secondo i pronostici della Snai il risultato più probabile è la vittoria della Germania (2,60), la vittoria azzurra viene data a 2,70 mentre il pareggio è pagato a 3,15.

RIMET Stasera al Meazza Italia e Germania portano sul campo un bel pezzo della storia della coppa del mondo che fino a qualche anno fa era la coppa Rimet. Sono otto i mondiali vinti dalle due nazionali, quattro a testa. I tedeschi sono campioni in carica dopo la vittoria in finale contro l'Argentina nell'ultima edizione brasiliana disputatasi due anni fa.

STATISTICA A Milano la Nazionale fa il suo esordio all'Arena Civica il 15 maggio 1910 (Italia Francia 6-2). Italia Germania di questa sera sarà la 56ma gara della Nazionale a Milano, solo Roma (58) ha ospitato più gare. Ma il capoluogo lombardo detiene il record di città dove gli Azzurri hanno vinto di più (davanti a Roma con 34 e Torino con 24) e segnato di più (anche in questo caso seguono Roma con 105 e Torino con 77). Nei 55 incontri ufficiali finora disputati a Milano, l'Italia ha affrontato 23 avversarie.

TRIENNALE In questi giorni è diventato un po' il quartier generale della Federazione italiana Gioco calcio che nel Salone d'Onore ha presentato il «Bilancio Integrato 2015», documento che illustra mission ed programmi del prossimo anno.

URUGUAY Aprile del 2002, è la prima e unica volta della nazionale sudamericana a San Siro. La sfida è un test per gli azzurri di Giovanni Trapattoni alla vigilia degli sfortunati mondiali in Corea del Sud e Giappone. Finisce 1-1 con reti di Panucci e Abreu.

VIERI Christian detto Bobo è il bomber del calcio italiano. Al Meazza è sceso in campo con la maglia nerazzurra ma anche con quella rossonera e in nazionale ha giocato 55 partite. Contro la Germania ha giocato una volta sola nel 2003 in amichevole a Stoccarda segnando la rete della vittoria

W OLKSWAGEN Così i tifosi della curva milanista avevano soprannominato Karl Heinz Schnellinger, il biondissimo centrale rossonero che inventò l'entrata in scivolata e scrisse un bel pezzo di storia del Diavolo. In Messico fu un suo gol alla fine dei tempi regolamentari a pareggiare quello di Riva e a mandare la sfida ai supplementari.

ZIO Beppe Bergomi, capitano interista, è un altro dei simboli della sfida Italia-Germania. Appena diciottenne, con i baffi, fu messo in campo da Enzo Bearzot nella finale mondiale dell'88 a Madrid. Doveva marcare Karl Heinz Rummenigge e quella sera lo cancellò dal campo.

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