A Milano non nascono più bambini

Parti calati del 15% dal 2008. Il Centro per la vita: «Il 70% di aborti per povertà»

(...) 2017. Così è crollato in città anche il numero delle donne che ha un impiego: 120mila, il 16 per cento in meno rispetto al 2007. Così è sceso anche il numero di donne in età fertile: pari all'1 per cento rispetto al 2011.

«Solo alla clinica Mangiagalli - racconta Basilio Tiso, direttore sanitario dell'Irccs Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano - abbiamo registrato 1300 parti in meno dal 2008. La causa? La povertà. A ciò però si aggiunge il fatto che la durata degli studi e del percorso che porterà ad avere il primo lavoro spostano in là l'età media delle donne che riescono a fare il primo figlio, per non parlare dell'insufficienza degli aiuti pubblici, dai posti negli asili nido in poi». Difficoltà ad avere aiuti, contratti precari e stipendi troppo bassi sono i fattori principali del calo delle nascite. Un problema che affronta quotidianamente il Centro di Aiuto per la Vita della clinica Mangiagalli, diretto dopo la scomparsa di Paola Bonzi, da Soemia Sibillo che è anche vicepresidente: «Il 70 per cento delle donne che viene da noi ha pensato di abortire per motivi economici. Non ha un lavoro e l'ha perso a causa della gravidanza e non sa come fare. Magari queste donne hanno già dei figli o sono state abbandonate a causa della gravidanza non prevista».

Certamente la maggior parte di queste donne sono straniere, anche perché per motivi culturali le donne italiane non si rivolgono al Centro. Al Cav, che è anche consultorio pubblico, si fanno i primi colloqui come previsto dalle legge 194, poi la onlus si occupa di provvedere a costruire un percorso ad hoc per ogni donna che può essere un aiuto psicologico, la presa in carico del percorso medico e aiuti concreti come il corredino, il passeggini, la scorta di pannolini, la spesa e a volte anche contributi per pagare l'affitto.

Non solo nell'ultimo anno, fa un'idea di Paola Bonzi è stato avviato un progetto di reinserimento lavorativo: si aiutano le neomamme a scrivere un cv, ad affrontare un colloquio di lavoro, anche per migliorare la propria autostima. «In certi casi la scelta di abortire deriva da situazioni famigliari difficili, per cui avremmo bisogno di alloggi temporanei per queste donne e i loro bimbi. Ma il Comune al momento non ci ha aiutato. Così se possiamo dirci fortunati - continua Sibillo - perchè la generosità dei milanesi è infinita, riceviamo donazioni, materiali, a volte ci servirebbero anche soldi per pagare le bollette o l'affitto alle mamme in estrema difficoltà e non sempre riusciamo a farlo. Se ogni milanese ci donasse un caffè, diceva sempre Paola (Bonzi) potremmo andare avanti un anno intero...». Paola aveva un sogno, che la direttrice ha intenzione di portare avanti: organizzare un grande concerto al Teatro alla Scala per raccogliere fondi, un evento per tutti i milanesi nati e che devono nascere. Il 12 novembre, infatti, sarebbe stato il 35esimo anno dalla fondazione del Cav, Paola è scomparsa ad agosto, quest'anno il tradizionale Gran Galà di beneficenza non è stato organizzato, ma «il nostro obiettivo è farlo in grande alla Scala in primavera».

Marta Bravi

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Commenti
Ritratto di giovinap

giovinap

Lun, 18/11/2019 - 09:34

... qualcuno gli spieghi come si fa!