Quella Milano velocista in acqua e in pista coi campioni di domani

Il centometrista Filippo Tortu e il nuotatore Andrea Vergani, talenti dell'Italia che verrà

Da un lato c'è una metropoli come Milano che corre a perdifiato per stare al passo coi tempi. Dall'altro due ragazzi di Milano, quasi coetanei e di enorme talento, che ogni giorno macinano chilometri con il solo scopo di battere sul tempo la concorrenza. Nell'epoca dei social e della velocità è una sfida aperta a chi va più rapido. Ebbene, tutti oramai avranno avuto modo di conoscere Filippo Tortu, nato a Milano vent'anni fa, volto limpido e genuino dell'atletica italiana e capace lo scorso anno di abbattere il muro dei dieci secondi sui 100 metri e diventare l'uomo più veloce d'Italia, superando un mito come Mennea. Eppure il fulmine Tortu non è l'unico talento cristallino sbocciato da questa terra. C'è un altro ragazzo cresciuto all'ombra della Madunina che in pochi ancora conoscono ma di cui si sentirà parlare: il suo nome è Andrea Vergani ed è il nuotatore in assoluto più veloce d'Italia.

La scorsa estate, ai campionati europei di Glasgow, Andrea Vergani ha prima polverizzato il record italiano dei 50 stile libero (il suo 2137 è il terzo tempo al mondo nel 2018), e poi ha acchiappato il bronzo alla prima finale tra i grandi. Una medaglia inaspettata e sorprendente per questo ragazzo milanese di 21 anni che passa ogni giorno da piazzale Lotto e dal Palalido e vorrebbe che l'ex tempio della boxe si trasformasse, per magia, in una vasca olimpionica. Pur abitando a pochi isolati da San Siro, si è innamorato fin da subito del nuoto, seguendo l'esempio della sorella Alice, di due anni più grande. «Ho sempre nuotato con lei e quando ero piccolo piangevo ogni volta che entravo nell'acqua fredda confida Vergani alla presentazione del meeting di Milano in programma nella piscina Samuele in questi giorni e organizzato dalla Nuotatori Milanesi -. Agli inizi nuotavo i 400 misti e i 200 rana. Ben presto ho capito che andavo meglio nella velocità». Ma i risultati tardavano ad arrivare. «Ho iniziato a nuotare all'Harbour Club, ma poi sono stato anche alla Dds di Luca Sacchi, a Sesto Milanese e a Bresso alla Gestisport di Vucenovich. All'inizio nell'agonismo ho fatto molta fatica. Ero sempre tra gli ultimi a livello regionale». Poi qualcosa deve essere scattato nella testa di questo ragazzo che oltre alla passione per il nuoto («tifavo Michael Phelps e Luca Dotto, ora lui è un collega e amico»), adora i cani e va pazzo per l'Nba («il mio idolo è Kobe Bryant») e non si perde una partita dell'Olimpia Milano. «La famiglia della mia fidanzata è molto dentro al basket, perché suo padre allena le giovanili dell'Urania, in Serie B». Adesso Vergani comincia a raccogliere i frutti del lavoro svolto nella piscina di Mecenate alla corte del tecnico Gianluca Caspani. «Mi sono scoperto strada facendo, sottolineare con un sorriso spontaneo che ricorda Tortu. «Non lo conosco, ma spero un giorno di incontrarlo. Il suo record è qualcosa di sensazionale, io sono solo all'inizio». Eppure quest'estate la sua medaglia agli Europei se l'è messa al collo, a differenza di Tortu che ha chiuso i 100 metri al 5° posto. Ma Vergani non è tipo da montarsi la testa.

I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.