Milos Atelier, tre stiliste per la nuova collezione

La primavera è per eccellenza la stagione dei matrimoni, ma anche un momento favorevole per nuove attività in grado di offrire un servizio di qualità con un occhio di riguardo al portafoglio. Merito di Cristina Pedrazzoli che, con le sue ragazze, Ilaria e Martina, si è messa in gioco, lo scorso anno, investendo sugli abiti da sposa a noleggio.
Milos Atelier, realtà milanese di Corso Magenta 56, sta raccogliendo consensi, grazie anche al passaparola delle clienti soddisfatte. Sono davvero tanti i gusti e varie le preferenze delle donne che si preparano al matrimonio, ma al Milos Atelier c'è una risposta per qualsiasi esigenza.
«Quasi sempre le donne sanno già che cosa vogliono indossare, per spiccare e brillare di luce propria durante la loro festa - spiega Cristina Pedrazzoli- senza rinunciare alla qualità, ma con un occhio all'esigenza di non spendere capitali. Noi offriamo il giusto compromesso. L'idea del noleggio non deve essere associata assolutamente a un livello scadente della merce richiesta, perché noi serviamo vestiti di pregio e di qualità».
Milos Atelier mette a disposizione numerosi abiti dai tagli e dagli stili differenti che, al momento della prova e della scelta definitiva, vengono arrangiati e modificati a seconda delle esigenze del fisico della sposa.
«Una volta scelto l'abito, preferisco fare compiere almeno un altro paio di prove intermedie perché spesso, il periodo di stress che precede le nozze, porta le future spose a modificare la figura», aggiunge Cristina.
Abito da cerimonia, ma anche per il dopo: alcune donne, infatti, prevalentemente le over 40, amano l'originalità della doppia mise. Milos Atelier può aiutarle a trovare la giusta armonia tra il primo, magari più elegante e più serioso, e quello per il pranzo, senza dubbio più comodo e sbarazzino.
«Se si sceglie l'abito unico - continua Cristina - per noi è importante conoscere la location scelta per i festeggiamenti. Se si è organizzata una festa sulla spiaggia, ad esempio, sarà abolito lo strascico. Se, invece, la campagna è l'ambientazione prescelta, offriremo indicazioni precise sugli accessori, orientando la donna verso una composizione floreale, anziché il velo. Per non stonare con l'ambiente e senza perdere di vista anche le forme fisiche. Cerchiamo di dissuadere, magari, le più rotondette, a scegliere un abito a sirena, anche se un aiuto ci viene fornito dalle madri, sempre molto attente ed esigenti. Ognuno ha il proprio stile, ma, ad esempio, non potremmo noleggiare un abito da damina dell'800 a una sposa che ha organizzato la festa in una villa moderna sul lago. Non è semplice e occorre essere anche un po' psicologhe, entrando nella testa delle spose senza trascurare le esigenze della famiglia. Del resto, l'abito ha un ruolo predominante valorizzando tutto il contorno. È importante rispettare i gusti, soprattutto della sposa, ma anche il bon ton. Ci sono, come per tutte le occasioni, delle regole di buongusto che si rischia di trascurare. Ecco perché cerco di offrire, alle mie clienti, delle indicazioni per evitare scivoloni. Ad esempio, quando togliere o mettere il guanto, segnalando l'importanza di fare indossare, sia al padre della sposa, sia ai testimoni, un abito dello stesso colore e tono di quello dello sposo. Esistono degli obblighi, tipo quello di coprire le spalle in chiesa, o optare per un abito corto preferibilmente per cerimonie civili. Comunque, non si può prescindere mai dal buon gusto».
Cristina e il suo Atelier puntano a diventare un punto di riferimento per gli abiti da sposa a noleggio: «Qualche mese fa avrei voluto inserire anche abiti di grandi firme, ma parlando con le mie clienti ho compreso che, per il wedding day, è importante essere esclusive e gli abiti dei grandi stilisti rappresentano dei dejà vu. Ecco perché, optando per un taglio più giovane, ho deciso di inserire, tra i nostri abiti, le collezioni di tre stiliste donne: una danese, una libanese e una di San Francisco. E a maggio presenteremo la nuova collezione».

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