Moschee, il bando è già un colabrodo

Ricorsi, rinunce, sanatorie: ecco perché Palazzo Marino sui luoghi di culto ha fatto un pasticcio

Dopo ritardi e retromarce, il Comune batte un colpo sulle moschee. Sono state stilate le graduatorie (molto) provvisorie delle associazioni religiose che hanno partecipato al bando per l'assegnazione di tre aree comunali per realizzare luoghi di culto. Ma tutta la vicenda si è configurata come un vero pasticcio politico-amministrativo, tanto che - per molti osservatori - difficilmente il piano andrà in porto, proprio come la sanatoria del Leoncavallo. Ecco i motivi che fanno pensare a un buco nell'acqua.

A La rinuncia

Una delle novità del giorno è stata la rinuncia dell'associazione «Shalom Gospel Church». La chiesa evangelica vincitrice dell'area di via Marignano si è clamorosamente chiamata fuori dalla gara. Perché? «Abbiamo cambiato idea. Ci siamo resi conto che 30 anni sono troppo pochi», ha candidamente ammesso il pastore Lister Brieman Perera. Ora si dovrà «scalare» nella classifica.

B Il tetto delle religioni

Il bando prevede che non tutte le aree possano andare alla stessa religione. Per questo il Centro islamico primo nella graduatoria è stato in realtà escluso a vantaggio dei secondi, la «Gospel Church». Ora che rinuncia si passa ai terzi: il Centro cristiano evangelico. Non ci sono altre sigle delle «altre religioni».

C Il contenzioso

L'assessore Pierfrancesco Majorino ieri ha fatto capire con grande zelo che una delle assegnatarie, la «Bangladesh culturale ed welfare association» potrebbe essere esclusa in quanto impegnata in un contenzioso con il Comune. I musulmani già contestano il motivo dell'esclusione. E immaginano già due contromisure: un ricorso o - ancor più semplice - la rinuncia al contenzioso. Questo rimetterebbe in gioco i bengalesi.

D I moderati esclusi

Majorino ha evocato l'esclusione dei vincitori provvisori dell'area di via Esterle per rassicurare la Casa della cultura musulmana di via Padova, la grande delusa dal bando: il centro islamico moderato è rimasto a bocca asciutta e se i bengalesi rinunciassero al contenzioso questa bocciatura sarebbe definitiva. Ricorre anche via Padova?

E La «black list»

Un consigliere centrista, Matteo Forte, fa notare che via Padova, nota per correttezza e «longevo dialogo con le istituzioni», viene «surclassata» da un'«associazione turca fondamentalista», già «nella lista nera del governo tedesco», «coinvolta» nel progetto per l'ex Palasharp.

F Viale Jenner a piedi

Sarebbe incredibile se restassero esclusi i due maggiori poli dell'islam milanese: via Padova e l'istituto di viale Jenner, dove tutto è nato. Il caso moschee era iniziato dal fenomeno delle preghiere del venerdì che invadevano i marciapiedi del viale. Ora tutti (Comune e Caim) tendono la mano al direttore di Jenner Abdel Shaari, ma questa doppia insoddisfazione dà il senso di un fallimento complessivo dell'intera operazione.

G Un iter zoppicante

Dopo mesi e mesi di gestazione, e dopo l'illusione di una soluzione tecnica, l'assessore Pierfrancesco Majorino ha improvvisamente annunciato due novità procedurali: un nuovo passaggio in Consiglio e un intervento della prefettura. Sembra che il passaggio in Consiglio sia stato imposto dalla struttura comunale, che avrebbe rilevato difetti tecnici nell'iter. Nei corridoi di Palazzo Marino si dice che il problema verterebbe su un aspetto già sollevato dall'opposizione: il bando non era conforme non solo alla nuova legge regionale «anti-moschee», ma anche a una precedente legge regionale, quella urbanistica, che prevedeva standard tecnici ben precisi. Il passaggio in Consiglio sarebbe stato concepito dunque come «sanatoria». Valida?

H Il passaggio in Consiglio

Su questa novità - il passaggio in Consiglio posto in fondo all'iter - anche il Caim ha sollevato fortissimi dubbi di natura tecnica (prima della vittoria su tutti i fronti). Ed è molto probabile che anche i consiglieri comunali non muoiano dalla voglia di votare un provvedimento dalla natura incerta.

I L'ostruzionismo in aula

Se avessero prospettato al centrodestra un'occasione tanto favorevole per fare campagna elettorale, probabilmente in Forza Italia e Lega non ci avrebbero creduto. È prevedibile che il Consiglio sarà trasformato nel teatro di un ostruzionismo senza precedenti.

J Una battaglia elettorale

A settembre mancheranno a 10 mesi alle elezioni e tre alle primarie. Una maggioranza indebolita e una sinistra tutta concentrata sulla campagna elettorale avranno la forza di fare e vincere questo braccio di ferro?

Immagine strip mobile Immagine strip desktop e tablet

Commenti