Il moto perpetuo dei sinti tiene in scacco Baggio: occupata un’altra zona

A volte ritornano. Anzi, in questo caso è meglio dire sempre. Per quanto il Comune intervenga con gli sgomberi (ben 52 solo dall’inizio di quest’anno), i rom trovano sempre terreno fertile in questo lembo di terra a ridosso della tangenziale ovest. L’ultimo episodio è di questi giorni. Venerdì mattina i vigili li cacciano da via Cusago e recintano l’area, una striscia di prato che affianca la strada provinciale. Ma loro non mollano e due giorni dopo, domenica, sono tornati in zona. Solo un centinaio di metri più in là, ma sempre sulla stessa via. Ieri poi l’ennesimo spostamento.
Sono una cinquantina o poco più, sinti di origine italiana e più precisamente sicula. Si spostano su decine di roulotte. Sono nomadi, ma hanno dei punti fissi in città che usano come domicili abituali: via Cusago, via Riccardo Lombardi e via Cardinale Tosi. Un vero e proprio triangolo, racchiuso in meno di un chilometro quadrato, che va dalla tangenziale ovest alla periferia di Baggio, arrivando nella sua estremità all’ospedale San Carlo, in zona San Siro. Le autorità lo sanno, tanto che nello stesso giorno in cui viene effettuato uno sgombero in uno dei tre punti, pattuglie di ghisa se ne stanno appostate negli altri due. Serve a poco però. Nel giro di pochi giorni i nomadi tornano a occupare.
A ogni sgombero, poi, gli zingari lasciano le tracce del loro passaggio per terra. Sacchetti colmi di rifiuti e roba simile. Ogni volta l’Amsa deve intervenire per pulire e quasi bonificare l’area. Una spesa non indifferente: basta pensare che ogni anno l’azienda rifiuti investe circa mezzo milione di euro per risistemare tutte le aree verdi occupate dagli abusivi.
I campi improvvisati lungo la Sp 114 sono la punta dell’iceberg di una situazione già di per sé complessa sul fronte rom nella periferia ovest della città. Nel vicinissimo Parco Sud, in zona Muggiano, gli insediamenti abusivi si contano a decine, a dispetto dell’accampamento regolare autorizzato dal Comune già da tempo. Qui si tratta soprattutto di cittadini romeni e bosniaci. Non va meglio ai comuni dell’hinterland. Se Cusago subisce le sporadiche incursioni dei sinti citati in precedenza, a Corsico e Buccinasco non va meglio. Qui i rom, coadiuvati da clandestini dell’est Europa, scelgono le vecchie fabbriche dismesse come dimora. Emblematico il caso dell’Ex Pozzi-Ginori sul Naviglio Grande. Le occupazioni vanno avanti da decenni in uno stabile fatiscente. Ma agli zingari non interessa. Il pericolo amianto non li spaventa minimamente.

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