Il musulmano Heggy: «Nuova moschea? Attenti ai predicatori»

Il musulmano Heggy: «Nuova moschea? Attenti ai predicatori»

«Islamismo e modernità: una prospettiva non convenzionale». Si intitolava così il convegno organizzato a Milano dalla Fondazione Eni Enrico Mattei, sul rapporto difficile tra l'islamismo e la modernità. Ospite d'eccezione l'egiziano Tarek Heggy, del Gatestone Institute di New York, procuratore presso la Corte Suprema d'Egitto, intellettuale molto in vista, musulmano («anche se gli islamisti ci chiamano atei perché siamo a favore della modernità, liberali e laici»), fautore di quella corrente del pensiero musulmano che crede in una conciliazione tra fede e ragione. A sintetizzarne il pensiero è Valentina Colombo, docente di Geopolitica del mondo islamico all'Università europea di Roma ed esperta dei processi di democratizzazione del Medio Oriente.
Inevitabile parlare di moschea, vista l'attualità del tema a Milano e le consultazioni che il Comune sta portando avanti anche con organizzazioni legate a gruppi islamisti. La prospettiva di Heggy è generale, riguarda i rapporti tra l'Islam e l'Europa, che si sono fatti incandescenti, ma l'intellettuale non si sottrae alla domanda sulla città. «Attenzione a chi questa moschea va in mano, perché si potrebbe ritorcere contro i musulmani stessi» dice Heggy. «Il problema, quando costruisci una moschea in Europa, non è l'edificio. Gli edifici non sono mai stati un problema. Il problema sono i predicatori. E quando fai una moschea, porti predicatori che non tradiscono il tuo messaggio».
Nel suo intervento, Heggy ha fatto una riflessione sulla primavera araba e sull'ascesa dei Fratelli musulmani, avallata dall'Occidente e favorita anche da certa stampa occidentale. Sui giornali sono stati definiti «estremisti moderati» ma per Heggy, conoscitore di ciò che sta dietro questo mondo, il discorso non torna. In seno all'estremismo islamico esistono sfumature? chiede. Esistono estremisti islamici moderati? La sua risposta è decisamente no: «Esistono tattiche diverse, per cui i Fratelli musulmani risultano più moderati perché pragmatici, ma è solo una diversità di metodi. Il fine è lo stesso: la Umma, la ricostituzione del califfato islamico finito con la caduta dell'Impero ottomano». Da qui l'appello: «Non illudiamoci».


Soprattutto sul punto dei diritti umani e sul ruolo della donna, «siamo di fronte a due visioni completamente diverse, perché da un lato abbiamo lo Stato concepito partendo dal diritto islamico e dall'altro diritti concepiti come diritti umani universali, basati su un'etica universale». Fede e ragione o fede senza ragione.

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