Nel ristorante latino la centrale dei documenti falsi per le gang

In via Padova a Milano il traffico di passaporti e patenti gestito da un peruviano

Nel ristorante latino la centrale dei documenti falsi per le gang

Si nascondeva dietro il bancone di un ristorante in via Padova lo smercio di documenti falsi gestito da Juan Carlos Lopez Valera, un 57enne peruviano che da sette anni era il punto di riferimento per chi avesse bisogno di passaporti e patenti contraffatte, pandillas comprese.

Un traffico di documenti che andava avanti da tempo e che riforniva chiunque avesse avuto problemi con la giustizia, al ritmo di due o tre nuove consegne ogni settimana. Non solo passaporti peruviani, ma anche boliviani, argentini e di mezzo continente sudameriano. Bastavano 300 euro per un "pacchetto completo", scrive il Corriere della Sera, che racconta come la polizia sia entrata in azione lo scorso 16 maggio, trovando sotto il bancone del Carajo 7 passaporti, 13 patenti e 6 carte d’identità.

In manette sono finiti Lopez Valera e la moglie 24enne Abigail Lisset Borda, nell'ultimo atto di un'indagine scaturita da quella per l'omicidio di Antonio Rafael Ramirez, ucciso in piazzale Loreto il 12 novembre 2016. Uno dei documenti spacciati dal peruviano era finito in mano a un connazionale vicino0 alla gang Barrio 18.

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