Nelle escape room per fuggire da mostri, monaci e macellai

Dilaga anche a Milano la moda delle stanze horror Ma ora c'è anche quella per bambini con Harry Potter

Paola Fucilieri

Entrare nelle stanze del castello di Hogwarts, impossessarsi della spada di Grifondoro e distruggere l'ultimo Horcrux, eliminando (stavolta per sempre) Voldemort, il Signore Oscuro? A Milano si può. E l'aiuto di Harry Potter non è indispensabile. Per uguagliare, divertendosi, il genio dell'occhialuto maghetto - ma anche quello di un giallista, di un fantasioso romanziere o di un regista con il pallino del genere thriller - bastano un gruppo di amici o di colleghi di lavoro affiatati e il desiderio di mettersi alla prova per circa 60-90 minuti. Un'esperienza che abbiamo provato anche noi in viale Abruzzi, nella stanza de L'ultimo Horcrux, ma dando una sbirciatina anche alla Camera degli Spiriti. E scoprendo che entrare in una «escape room» (letteralmente «stanza di fuga») può risultare un'alternativa molto intrigante, seppure ancora di nicchia, a una serata trascorsa al cinema o a teatro. Alla base di questo settore, al momento molto dinamico (a metà novembre a Verona si è tenuta la prima edizione della Fner, Fiera nazionale escape room) c'è una qualunque idea applicabile a un set teatrale e trasferita all'interno di un ambiente chiuso, una stanza appunto, dove si viene messi alla prova in base a tutta una serie d'indizi, di enigmi e di elementi da trovare per raggiungere l'agognata soluzione nel tempo stabilito ed eventualmente, compiuta la mission, essere messi così nelle condizioni di «fuggire», uscire dalla stanza.

«Nell'immaginario comune l'escape room è un ambiente dark, horror, dove si può vivere un'esperienza molto forte in un lasso di tempo prestabilito nel quale si deve uscire dalla stanza o risolvere una missione, ma attualmente non è più così perché ci sono stanze che trattano anche temi di fantascienza, laboratori chimici e tanto altro ancora. Qualcosa che inizialmente era nato per gli adulti anche se adesso sono state create anche stanze fatte apposta per i bambini che iniziano a partecipare a partire dai 7 anni solo se accompagnati dai genitori. Per una questione intellettiva, infatti, è difficile misurarsi da soli in un ambiente di questo tipo, prima dei 12/14 anni».

Alessio Bassani, 42 anni, è l'imprenditore titolare di «Lost», la realtà più importante di Milano in materia di escape room. E, infatti, ne gestisce addirittura sei. In viale Abruzzi 16 ha il Ghost Saloon e L'Ultimo Horcrux che definisce ambienti «dove ci si misura con avventure trasversali, più orientate verso le famiglie»; in via Pascoli ci sono invece «una stanza horror e altre tre di genere decisamente più dark, avventuroso», ovvero da una parte Il macellaio, dove in 60 minuti bisogna riuscire a scappare dalla casa di un sadico di cui siamo invitati a rivivere in prima persona il passato che lo ha forgiato, dall'altra La casa stregata, Il monaco oscuro e La maledizione del Nautilus.

«Facciamo tante feste di compleanno, è vero, ma questa esperienza funziona molto bene anche come team building aziendale e così ci capita anche di ospitare eventi con 40 persone alla volta: sono tante le ditte che scelgono di portare in una escape room i loro collaboratori e metterli in gruppi misti per favorire la cooperazione - continua Bassani - La stanza può avere una logica sequenziale e allora qualunque oggetto si trovi è sicuramente legato a quello successivo fino a quando si riesce, ragionando, a mettere insieme tutti gli indizi. Non sempre però. Si possono rinvenire oggetti, elementi che risulteranno utili solo in seguito. La sfida sta proprio nel realizzare come e quando utilizzare ciò che ci si trova davanti, aguzzando vista, ingegno, intelletto e scambiandosi opinioni con gli altri». (Per prezzi e prenotazioni: www.fugacemente-lostmilano.it).