"Nell'era dei videogames ho scommesso sui giochi in scatola"

Un ex manager di Concorezzo ha fondato una fabbrica di divertimenti per le famiglie

Anche chiusa in casa, Milano non si ferma. Semplicemente si reinventa. Complice la quarantena forzata, fra l'altro, stiamo riscoprendo tante buone vecchie abitudini. Come quei bei giochi da tavolo che, fino a pochi giorni fa, sembravano appartenere a un passato polveroso, dimenticati nei cassetti o affogati nella cassapanca in soffitta. Ma lo sapevate che proprio nel nostro hinterland, e precisamente a Concorezzo, esiste una fabbrica dei giochi in scatola tutta speciale? Si chiama CreativaMente ed è nata nel 2002 da un'idea di Emanuele Pessi, che all'epoca era un affermato manager in una grande azienda di Ict. Poi la folgorazione: l'invenzione del suo primo gioco e la decisione di intraprendere un cammino completamente diverso e molto più duro: scommettere su qualcosa che sembrava, già allora, destinato a restare una nicchia per appassionati e collezionisti. Una scelta in controtendenza, visto che proprio il mondo della tecnologia, che Pessi si lasciava alle spalle, stava prepotentemente conquistando anche il mercato dei games. Eppure, dopo quasi 20 anni, CreativaMente è ancora in forte crescita, dà lavoro (con le ultime quattro assunzioni la squadra è di 15 persone) ed è premiata da grandi e piccini. La ricetta è una combinazione di virtù, condite da una dose infinita di passione: «Siamo persone entusiaste e appassionate - dice Pessi -. Crediamo nel motto ludo ergo sum, gioco dunque esisto, sintetizzabile in valori come apprendimento, autostima, divertimento e socializzazione. Per noi il gioco è uno strumento di crescita personale». Cosa non da poco, tutto è rigorosamente made in Italy, anzi praticamente a «chilometro zero», visto che i fornitori sono locali. E nulla è lasciato al caso. «Lavoriamo così: scegliamo un argomento e lo vivisezioniamo attraverso un duplice processo di analisi e sintesi, per non trascurare nessun dettaglio e rendere il gioco alla portata di tutti. Ogni cosa è studiata, perché i nostri giochi - oggi sono una quarantina a catalogo, molti dei quali ormai classici - si propongono di insegnare qualcosa di nuovo sugli argomenti più diversi, dall'arte alle scienze, dalla storia alla geografia, dallo yoga ai colori, dai dinosauri allo spazio».

Prendiamo Cosmos 20/7/1969: la data ricorda l'epopea della conquista della Luna - e infatti l'occasione è stato il cinquantesimo anniversario, con presentazione ufficiale al Museo della Scienza -, ma il gioco abbraccia l'intero sistema solare e le costellazioni con 48 carte, 4 pedine e l'immancabile dado. Vince chi ne sa di più su pianeti, asteroidi e dintorni. «Per ogni gioco ci avvaliamo della consulenza di esperti del campo: per Dinuovo, sui dinosauri, ci siamo fatti aiutare addirittura da Cristiano Dal Sasso, noto paleontologo anche lui brianzolo. Per Namasté abbiamo lavorato con Lorena Pajalunga, fondatrice e presidente dell'Associazione Italiana Yoga per Bambini». Il campionato di calcio chiude i battenti? Niente paura: c'è il mitico Super Goal, per ricreare un'atmosfera da stadio sul tavolo del salotto.

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