No agli aumenti da sindaci e partiti. Ma dal Pd spunta l'Area C a 10 euro

Stop a Sala da Buccinasco, Verdi, centrodestra. Ipotesi abbonamenti per chi fa smart working. Il presidente del Municipio 1 invece rilancia: "Ritoccare anche il ticket d'ingresso in centro"

No agli aumenti da sindaci e partiti. Ma dal Pd spunta l'Area C a 10 euro

L'aumento del biglietto Atm (annunciato ad agosto, come accade spesso da sinistra quando si tratta di tasse) ha scatenato una rivolta bipartisan e un rimpallo di responsabilità. Per l'assessore alla Mobilità Arianna Censi -già smentita da Regione - è un obbligo a cui il Comune non può sottrarsi? Il primo alt le arriva dalla maggioranza, dal capogruppo di Europa Verde Carlo Monguzzi chiede «la convocazione urgente del Consiglio comunale per fermare tutto». Se è una disposizione regionale «si deve resistere come fatto tante altre volte. É sbagliatissimo l'aumento in un momento in cui viene chiesto ai cittadini di lasciare l'auto e usare il mezzo pubblico, il Comune non deve essere complice di questa decisione ma combatterla con tutti i mezzi politici, tecnici e procedurali». E «poteva già opporsi in sede Agenzia del Tpl invece di avallare la decisione». Visto il contratto di servzio che il Comune ha con Atm, «il ricavato della vendita dei biglietti va appunto al Comune, che quindi può rinunciarvi. In Germania e in Spagna sperimentano nei fatti i trasporti gratuiti, a Milano invece aumentino i costi». Anche Forza Italia rimbalza lo scaricabarile della giunta o della segretaria metropolitana del Pd Silvia Roggiani o dei consiglieri dem su Regione. «Fake news. Qualcuno cerca di fare il furbo o non conosce bene la differenza tra obbligo e facoltà - ribatte il capogruppo Fi Alessandro De Chirico -. L'aumento del biglietto può essere fatto sulla base degli indici Istat. La scelta finale, però, è appannaggio dell'Agenzia di bacino di cui Città Metropolitana e Comune di Milano sono capofila». I consiglieri comunali della Lega (Silvia Sardone, Alessandro Verri, Samuele Piscina, Deborah Giovanati, Annarosa Racca e Pietro Marrapodi) smontano le ricostruzioni di Comune e Pd, «ormai allo sbando». Alzando il biglietto Atm a 2.20 euro «la sinistra, nei mandati Pisapia e Sala, riesce nel record di aumentare le tariffe del 120%. L'assessore Censi scaricano sulla Regione, che investe più di tutte sul trasporto locale, e non ha imposti aumenti ma si è solo limitata a segnalare, in base agli indicatori Istat, il limite massimo applicabile. A fronte di un aggiornamento Istat dei contratti di servizio del 7,64% Regione sui suoi titoli lo aumenta solo dell'1.91%. Presenteremo una mozione in Consiglio per impedire l'ennesimo aumento e per chiedere che il Comune si impegni maggiormente per combattere l'evasione visto che ormai il salto al tornello sta diventando sport nazionale». Se i conyi del Comune «ci sono diverse alternative, come il taglio delle consulenze o la revisione dei servizi».

Tra i sindaci dell'hinterland insorge quello di Buccinasco, Rino Pruiti (Pd): «É una scelta assolutamente ingiusta e sbagliata - tuona -. A che servono i proclami sull'emergenza climatica e sull'inquinamento se invece di favorire il trasporto pubblico si aumentano i costi? Chiedo a tutti i sindaci della Città metropolitana di attivarsi».

Eppure a sinistra che ci va persino oltre. Il presidente del Municipio 1 Mattia Abdu (Pd) sostiene che a 10 anni dalla nascita di Area C «vorrei iniziare a discutere seriamente dell'aumento di Area C, valutando tecnicamente di legarlo ai mezzi di grosse dimensioni, al fatto di non possedere un box privato, alle volte che entri in un anno. Quante cose ci permette oggi la tecnologia più di 10 anni fa in termini di organizzazione dei flussi? Il Comune elimini le strisce blu in centro, l'auto si mette nei posteggi interrati. È già oggi così. Tre invece che 5 euro». Ma per il ticket «3 invece che 10 o 15 euro sarà più incentivante».

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