No Green pass: è allarme per mezzi pubblici e rifiuti

Per i sindacati i lavoratori sprovvisti sarebbero il 25% Atm e Amsa hanno pre allertato personale "di scorta"

No Green pass: è allarme per mezzi pubblici e rifiuti

Dai trasporti alla raccolta rifiuti, dal lavaggio delle strade al traffico aereo. Dall'anagrafe agli sportelli comunali, dai treni pendolari alla gestione del traffico alle mense scolastiche. Venerdì con l'entrata in vigore dell'obbligatorietà del green pass per tutti i dipendenti, pubblici e privati, la città rischia di paralizzarsi. Perchè una grossa quota di lavoratori delle partecipate e del Comune, intorno al 20-25 per cento, potrebbe non presentarsi al lavoro, mettendo a rischio i servizi essenziali.

«Siamo estremamente preoccupati - dicono in coro i sindacati - perchè non sappiamo cosa potrà accadere la prima settimana dallo scattare dell'obbligo. Non sappiamo con precisione quanti dipendenti non hanno il green pass, quanti non si presenteranno al lavoro e per quanto durerà questa situazione. Sicuramente rischiamo di avere gravi disservizi».

Diversi gli ordini di problemi: non si sa fino all'ultimo come si comporteranno quanti, tra i non vaccinati, si sottoporranno a tampone in tempo utile per venerdì e quanti invece non si presenteranno, se sarà arruolato personale «extra» a sufficienza per garantire il servizio, se ci saranno ritardi, se le farmacie e i punti prelievo saranno presi d'assalto e se ci saranno tamponi per tutti. In Amsa e Atm, per esempio, i rappresentanti dei lavoratori hanno chiesto all'azienda di accollarsi il costo del tampone per i non vaccinati, ricevendo risposte diverse. Mentre per quanto riguarda il personale «di scorta» che dovrebbe entrare in servizio in via emergenziale, per esempio, nel caso di Amsa va adeguatamente formato, con i tempi e i costi conseguenti.

Dei 5mila conducenti tra mezzi di superficie e metropolitana un quarto non è coperto (9600 i dipendenti totali) e quindi venerdì potrebbe non essere in servizio. Atm ha allertato il personale di scorta, già formato, che dovrebbe essere pronto a scendere in campo venerdì. Per quanto riguarda i controlli verranno effettuati agli ingressi e durante la giornata -quindi a cambio turno - per non rischiare di ritardare le corse con le operazioni di verifica. Amsa invece, conta 12mila addetti di cui un terzo non vaccinato tra gli «operativi» ovvero chi raccoglie i rifiuti, lavora negli impianti per lo smaltimento o è addetto al lavaggio strade: i lavoratori da chiamare in caso di emergenza dovrebbero però essere adeguatamente formati, con extra costi anche in termini di divise e giorni di formazione che i sindacati hanno chiesto all'azienda di «commutare» pagando i tamponi ai lavoratori non vaccinati. Da via Olgettina risposta negativa, mentre Atm sta lavorando per siglare convenzioni con farmacie e centri privati per garantire ai propri dipendenti la possibilità di sottoporsi agli screening.

Sea, invece che gestisce gli scali aeroportuali di Malpensa e Linate e che conta circa il 25 per cento di non vaccinati tra i suoi 2700 dipendenti, potrebbe modificare «la quota» di lavoratori in cassa integrazione per i primi giorni per garantire il servizio. A rischio i controlli ai gate per i passeggeri, la manutenzione e la sicurezza stessa degli aeroporti.

Altro grosso nodo il traffico cittadino, il servizio per le scuole, oltre alla sicurezza della città: un vigile sui 4, degli oltre 3mila agenti, non si è sottoposto a profilassi.

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