«Noi in auto-quarantena Il virus uccide gli affari»

Comunità cinese in campo contro la psicosi Imprese: «Danni seri». Fontana visita Sarpi

(...) ristorazione, esercizi pubblici, commercio. E intanto vengono segnalati casi di intolleranza. Crisi delle imprese ed episodi di discriminazione: sono questi oggi i pericoli più sentiti dai cinesi in Italia. E la preoccupazione è condivisa dalle istituzioni territoriali, che ieri hanno risposto massicciamente partecipando a due iniziative di amicizia e solidarietà, a partire dalla significativa passeggiata in via Sarpi del presidente della Regione, Attilio Fontana, accompagnato dal console Song Xuefeng, che ha chiesto formalmente al governo di riattivare i collegamenti aerei con la Cina.

«Per la comunità cinese a Milano, il calo di fatturato dei bar è stato circa del 20%, per la ristorazione del 50-60%, mentre per negozi e supermercati si arriva intorno al 40%». Sono i dati diffusi da Giovanni Mao, presidente della Italian Chinese Business Association, che è intervenuto a «Il tè dell'amicizia», evento in via Valtellina cui hanno partecipato anche la console aggiunta della Cina Wang Huijuan, la capogruppo di Forza Italia alla Camera Mariastella Gelmini, l'eurodeputato azzurro Massimiliano Salini e il vicepresidente della Regione Fabrizio Sala, oltre al consigliere comunale Franco d'Alfonso, che ha anticipato la «colazione con il sindaco» che Beppe Sala ha deciso di fissare oggi proprio al centro culturale di via Sarpi. Il rappresentante di Confcommercio Carlo Alberto Panigo ha reso noto che «anche in termini di presenze nel territorio metropolitano si registra un calo del 25% e perdite per 250 milioni tra gennaio 2019 e 2020. Un dato che va oltre i 4 miliardi e mezzo di danno a livello nazionale. È importante quindi avviare percorso di fiducia». I rappresentanti della comunità cinese e delle imprese, al ristorante «Junye» di via Valtellina, hanno garantito che viene caldamente consigliata a tutti coloro che rientrano la misura precauzionale dell'«autoquarantena». Se ne è parlato anche a Sarpi. «Mi sembra una risposta molto intelligente» ha detto Fontana, che ha avuto la possibilità di chiarire le incomprensioni scaturite dalla proposta sua e degli altri governatori: una misura precauzionale che ritardasse di alcuni giorni il rientro a scuola dei bambini - di qualsiasi nazionalità - di ritorno dalla Cina. «Bisognava leggerla quella lettera - ha detto - perché noi avevamo scritto nessuna parola che poteva essere in qualche modo una discriminazione. Chiedevamo che tutte le persone che arrivavano dalle zone infette, prima di ricominciare una vita tranquilla, venissero controllate per evitare che questa cosa potesse diffondersi».

«Niente allarmismi - ha detto anche Gelmini - Prendiamo le dovute precauzioni per la nostra salute, ma non cambiamo le nostre abitudini. Sulla paura facciamo prevalere la solidarietà». «E proprio l'idea di mantenere saldi i rapporti con la comunità cinese ha detto il sottosegretario regionale ai rapporti internazionali, Alan Rizzi è stata alla base dell'incontro di Sarpi. Possiamo dire tranquillamente che l'obiettivo è stato raggiunto e che Regione ha confermato la propria salda amicizia con i cinesi di Milano e della Lombardia». E fra una stretta di mano e l'assaggio di un raviolo il presidente della commissione Attività produttive Gianmarco Senna si è detto «onorato» di essere al fianco di Fontana in visita a una comunità «portante nel tessuto produttivo».

Alberto Giannoni

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