Guerra in Ucraina

"Per non dipendere dal gas serve investire nel nucleare"

Secondo Cattaneo energia che "non occupa gli spazi del fotovoltaico e non produce un grammo di CO2"

"Per non dipendere dal gas serve investire nel nucleare"

Più virtuosi e per questo maggiormente dipendenti. Sul gas va in scena l'ennesimo paradosso lombardo, dopo un 2021 chiuso con il record di esportazioni e con picchi storici di ordinativi, ma con le aziende costrette a spegnere gli impianti per non produrre in perdita, strozzate dai rincari dell'energia.

«Dipendiamo più del resto del Paese dal gas 40 per cento la media italiana, 54 quella regionale perché per primi abbiamo investito su questo combustibile di transizione, meno inquinante di tutti i derivati del petrolio», spiega l'assessore regionale all'Ambiente, Raffaele Cattaneo. La Lombardia, infatti, anzitempo ha scelto di metanizzare tutto il territorio, trasformando le centrali termoelettriche in centrali a gas. Anche sul carbone la Regione ha bruciato le tappe. L'Italia si è impegnata ad abbandonarlo entro il 2025, «mentre noi abbiamo chiuso l'ultima centrale l'anno scorso». E la strada tracciata porta ora verso le fonti rinnovabili. La Lombardia, che produce più energia pulita di tutti in termini assoluti, si trova al di sotto della media nazionale per alcune ragioni strutturali: «Non abbiamo il vento e non possiamo avere impianti eolici prosegue l'assessore sfruttiamo l'idroelettrico da 150 anni, ma oggi l'acqua soffre per i cambiamenti climatici. La potenza degli impianti non potrà essere raddoppiata in futuro». Motivo per cui «stiamo puntando sulla geotermia, sulle pompe di calore e sul solare fotovoltaico che, in Lombardia, copre solo il 7 per cento delle fonti rinnovabili che in totale sono il 15 per cento». I pannelli, però, occupano spazio: «Per rispettare l'obiettivo di ridurre le emissioni del 40 per cento rispetto al 1990, target ora alzato al 55, dovremo fare da qui alla fine del decennio 5mila ettari di pannelli in Lombardia. La Regione ha 1.500 Comuni, un ettaro è un campo da calcio. Ogni Comune mediamente deve mettere a terra 3 campi: è tanto spazio». C'è un'alternativa? «L'unica che c'è è il nucleare che produce la stessa quantità di energia con un millesimo dello spazio e senza emettere un grammo di CO2», risponde Cattaneo sottolineando che «un no preconcetto, nel momento in cui dobbiamo affrontare i cambiamenti climatici, è una cosa senza senso». L'assessore lancia dunque un appello: «Tutti quelli che dicono, giustamente, che dobbiamo favorire le rinnovabili poi non devono fare l'errore di opporsi ogni volta che c'è un impianto di biogas o biometano. Altrimenti la transizione sarà difficile».

L'impatto dei rincari energetici rischia di lasciare strascichi pesanti, complice anche il mancato aggiornamento dei prezzari. Solo in Lombardia, secondo le stime di Ance, l'associazione che riunisce i costruttori edili della Regione, da settembre 2021 a marzo 2022, si sono registrate gare andate deserte per un totale di 497 milioni di euro. Sul fronte degli edifici civili e industriali le procedure non andate a buon fine valgono circa 213 milioni, spalmati su 37 gare in prevalenza di Aler. L'aumento dei costi si ripercuote anche sui lavori pubblici, come a Corsico, dove la giunta targata Partito democratico, per i prezzi troppo alti del bitume, ha deciso di rinviare gli interventi per il rifacimento delle strade. «Il 70 per cento degli impianti dell'asfalto si è fermato. Per produrlo le imprese usano il bitume e il gas e hanno spese di trasporto per arrivare sulle strade: la tempesta perfetta dei prezzi concentrati su un settore», commenta Tiziano Pavoni, presidente di Ance Lombardia. I costi sono lievitati «del 40-50 per cento da inizio anno anche nei cantieri dove serve calcestruzzo, ferro di armatura o di carpenteria. Su Milano conclude Pavoni la problematica sarà esponenziale. Anche i privati saranno in difficoltà: con questi costi i business plan saltano».

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