"Ogni sabato due ore di preghiera islamica", il mistero di via Padova

Da un condominio tra via Arqua e via Conegliano a Milano ogni sabato per due ore riecheggia la preghiera islamica a tutto volume

C'è un appuntamento fisso per gli abitanti, ormai esasperati, della zona di via Padova: per due ore, ogni sabato, volenti o nolenti, sono costretti ad ascoltare la preghiera islamica che si diffonde da un condominio situato tra via Arquà e via Conegliano. La voce risuona per tutto il quartiere e si espande anche nelle zone adiacenti, in una delle aree in cui, ormai, la presenza straniera in città è quasi prevalente rispetto a quella italiana. L'eco della preghiera islamica riecheggia fino a Lambrate, in un arco di diverse centinaia di metri. Eppure, nessuno è ancora riuscito a capire da dove provenga quella preghiera, quale sia il palazzo che ospita quella che, a tutti gli effetti, sembra essere una moschea abusiva, una delle tante, a Milano. La denuncia arriva da Max Bastoni, consigliere regionale in Lombardia. "Quartiere via Padova, tra via Arquà e via Chavez, da un condominio preghiera islamica a tutto volume. Polizia locale non interviene, residenti esasperati. Il muezzin Sala?", ha scritto Bastoni su Facebook.

Una delle ultime indagini ha individuato circa 12 moschee abusive all'interno di Milano, ma sarebbero poco meno di 80 quelle presenti in tutta la Lombardia. Periodicamente vengono effettuati controlli nelle aree maggiormente a rischio e vengono individuate nuove strutture adibite a moschea senza autorizzazione. Alcune sono ben note anche alle istituzioni, che in alcuni casi hanno scelto la linea della tolleranza. Ci sono moschee abusive di Milano non hanno mai interrotto la loro attività, nemmeno durante il periodo del primo lockdown quando il dpcm di Giuseppe Conte aveva chiuso qualsiasi luogo di culto, di qualunque religione. Quanto accade ogni sabato tra via Arquà e via Conegliano ha dell'incredibile. La litania che proviene da uno degli edifici di quel fazzoletto di Milano è inequivocabile ma per il momento non è stato ancora individuato l'esatto punto dal quale proviene la preghiera, pertanto è impossibile stabile quale sia la sua origine.

Oltre ai ben noti rischi sanitari derivanti dagli assembramenti in un luoghi chiusi e affollati come possono essere le moschee abusive, dove i controlli sono pressoché assenti, spesso questi luoghi di culto rappresentano anche un problema per la sicurezza nazionale. "Chiediamo la chiusura immediata di tutti i centri islamici abusivi che, come confermano le indagini, sono luoghi al di fuori di ogni controllo anche da parte delle stesse associazioni", diceva pochi mesi fa l'assessore regionale alla Sicurezza, Immigrazione e Polizia locale, Riccardo De Corato. Le cronache sono ricche di blitz effettuati dalle forze dell'ordine nelle moschee abusive del nostro Paese. Qui non è raro avvenga la radicalizzazione islamica e inizi la formazione dei militanti. Intanto nella zona di via Padova si continua a cercare la fonte della preghiera islamica che, puntualmente, costringe tutti i cittadini a due ore di ascolto ogni sabato.

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Commenti

ROUTE66

Sab, 20/02/2021 - 17:44

Se ci fosse astato un ristorante od un bar con clienti,STATENE CERTI che la polizia o i vigili sarebbero già intervenuti e giù MULTE. Ma li cè il pericolo di DISTURBARE la RELIGIONE altrui perciò orecchie chiuse testa bassa e indifferenza

d'annunzianof

Sab, 20/02/2021 - 17:51

Non E` 'DISTURBO DELLA QUIETE PUBBLICA'?

Giorgio Colomba

Dom, 21/02/2021 - 10:26

Sotto l'alto patrocinio del muezzin Salah, questo ed altro.

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Dom, 21/02/2021 - 11:28

@Giorgio Colomba - esatto.

giancristi

Dom, 21/02/2021 - 11:41

Disperdere gli islamici. Il loro paradiso non esiste.