Ora a Milano l'opera lirica va in scena pure nei cortili

Stasera una commedia di Nino Rota rappresentata nelle case popolari di via Cesana. Regia di Valentino

Ora a  Milano  l'opera lirica va in scena pure nei cortili

Un'opera nel cortile di un condominio? E perché no. Certi «puristi» scaligeri forse griderebbero la parola «scandalo», chissà. Ma in fondo, se ci si pensa bene, cosa c'è di più vicino della popolare opera - perché ricordiamocelo questa lo è anche - e un palazzo abitato? Ciò detto veniamo al dunque: per dimostrare giustamente che «opera in cortile è bello», qualcuno ci ha provato con successo. Con un allestimento originale già per il luogo - l'interno dei cortili delle case del Comune - poi per il titolo scelto, un originale allestimento de I due timidi, commedia del compositore Nino Rota su libretto di Suso Cecchi D'Amico. L'appuntamento è per stasera dalle 20 in via Bruno Cesana 3, dalle parti di via Padova. Evento inserito nel palinsesto di «ClassicAperta», rassegna di musica classica dell'Associazione per MiTo Onlus. L'operazione, unica data milanese, nasce dalla volontà di riportare l'opera a una «dimensione più popolare, ma al contempo moderna e desacralizzata», spiega il regista Luca Valentino. Cose fatte con molta serietà e un casting i primi di settembre. Già, proprio così: la scelta dei personaggi aperta anche agli abitanti del caseggiato di via Bruno Cesana - il set - ed esteso pure a tutti gli abitanti del quartiere. La parte musicale è stata affidata all'Orchestra Sinfonica del Conservatorio «Vivaldi» di Alessandria e allievi, diretta da Marcello Rota; infine i costumi e il trucco, ispirati al cinema degli anni Cinquanta sono firmati dagli allievi della Scuola di Scenografia dell'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, coordinati da Giovanni Fiorentini e Arminda Falcione.

L'opera, concepita per la radio nel 1950, fu adattata dagli autori per il teatro due anni più tardi. L'azione si svolge in un caseggiato alla periferia di una moderna città: nel cortile hanno sede la bottega del calzolaio e la guardiola del portiere, e vi si affacciano l'appartamento di Mariuccia, lo studio del dottor Sinisgalli e la Pensione Guidotti. Qui giunge il giovane Raimondo che ha l'intenzione di affittarvi una stanza per poter corteggiare, timidamente, da vicino, Mariuccia. Nella sua ironica delicatezza, l'opera restituisce uno spaccato suggestivo ed emozionante della società italiana, da poco uscita dalla guerra e finalmente tornata a guardare al futuro con grandi speranze ed entusiasmo.

«Ho sempre considerato portare I due timidi a Milano, ovvero nella città in cui Nino Rota è nato e si è formato, un atto dovuto - afferma Valentino - e sono molto soddisfatto che ciò accada esattamente a 40 anni dalla scomparsa di questo maestro della musica italiana. Significa riportare l'opera dove probabilmente l'autore l'ha immaginata». L'allestimento è stato possibile anche grazie a Mm, alla Fondazione Cariplo e Zampa Foundation; e gode del patrocinio di Comune, Città Metropolitana e Regione.

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