Ora Sala si ribella a Renzi: "Leopolda? Ho altro da fare"

Sindaco polemico dopo la "scomparsa" dei fondi Expo. E incalza Milan e Inter sulla vendita dello stadio

Ora Sala si ribella a Renzi: "Leopolda? Ho altro da fare"

Sabato scorso Beppe Sala è salito sul palco di piazza del Popolo per sostenere il Sì al referendum (e la sopravvivenza del governo Renzi). Nelle stesse ore circolava la notizia della scomparsa dei fondi per la liquidazione della società Expo e il trasferimento del campus della Statale sull'area dell'ex sito dalla legge di Stabilità. Uno schiaffo per il sindaco, che ieri ha ricambiato il trattamento al premier, atteso oggi a Milano per un incontro a porte chiuse al Politecnico di Milano con il rettore Giovanni Azzone, alla guida del progetto Casa Italia, il piano di ricostruzione delle zone terremotate lanciato dal governo. Da domani a domenica si terrà a Firenze la «Leopolda del sì», la kermesse renziani focalizzata sul voto del 4 dicembre. Sono attesi anche tanti sindaci già schierati, ma Sala esclude questa volta di partecipare: «Non penso, sono stato a Roma sabato e adesso c'è molto da fare anche a Milano. Ho un weekend abbastanza impegnativo», ha affermato a margine della c erimonia di iscrizione di 15 nuovi milanesi illustri al Famedio, da Cesare Maldini (presente il figlio Paolo), Umberto Eco, Mariuccia Mandelli in arte Krizia, Armando Cossutta.

É calato il gelo Sala-Renzi dopo la scomparsa dei fondi Expo? A Roma «non ho parlato con il premier e francamente non l'ho visto perchè sabato sono partito prima. Ma ho scritto una lettera a lui e al sottosegretario Claudio De Vincenti per avere chiarimenti - precisa il sindaco -. Sono abbatanza ottimista che venga risolta la questione, la vedo quasi più come una dimenticanza, non posso vedere una strategia voluta mi sembrerebbe talmente anomalo. Credo che entro domani (oggi, ndr.) capiremo come si può risolvere la questione». Il premier potrebbe aver sciolto i dubbi già nella serata di ieri nel corso di una cena con il sindaco a casa del finanziere Francesco Micheli. Lo stesso De Vincenti avrebbe rassicurato sul buon esito del faccia a faccia. Ma anche sul tema profughi Sala ha richiamato di nuovo il governo: «I sindaci non possono essere lasciati soli su un tema come questo, l'accoglienza non è sufficiente serve un piano nazionale per capire come si possono integrare, credo che anche il Papa stia dicendo questa cosa». Il capogruppo regionale Fdi Riccardo De Corato invita Renzi a «farsi un giro anche intorno alla caserma Montello o in stazione Centrale, assediate dai profughi. Quanti sono realmente migranti e quanti clandestini?».

E il sindaco nerazzurro parte da un commento sull'esonero dell'allenatore dell'Inter Frank de Boer e gli scarsi risultati della squadra per tornare alla questione del futuro di San Siro: «La squadra probabilmente non aveva troppo riconosciuto l'allenatore. E do ragione a Tronchetti in questo caso, cioè bisogna gestire l'Inter da qua, trovare una formula». La proprietà cinese insomma dovrebbe affidarsi ad una dirigenza forte a Milano. Anche il Comune vuole aprire presto un tavolo istituzionale con Inter e Milan. «Dobbiamo capire cosa fare sullo stadio e come sistemarlo - incalza Sala -, il calcio è un altra grande attrattività per Milano».

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