Ore 18.15 la gioia rossonera. Boati per Ibra, sfottò ai cugini

Migliaia di tifosi accompagnano i bus con i campioni. Fuochi in piazza Duomo. Cori per Berlusconi alla cena

Ore 18.15 la gioia rossonera. Boati per Ibra, sfottò ai cugini

«Milano è tutto vero, lo scudetto è rossonero!». É Germano Lanzoni - alias il Milanese Imbruttito - in versione speaker ad aprire da «Casa Milan» al Portello le ore di delirio rossonero in città. Sono le 18 e 15 quando chiama in «campo» davanti ai diecimila tifosi che si sono radunati davanti alla sede del club l'allenatore Stefano Pioli (che già si è tatuato sul braccio l'impresa) e uno dopo l'altro i campioni che hanno permesso di appendere lo scudetto numero 19 sulla bacheca dopo undici anni di digiuno. Ultimo, esce il capitano Romagnoli con la coppa alzata al cielo. Inizia la festa. Applausi e urla per tutti, boato per Zlatan Ibrahimovic, sfottò dei tifosi per l'Inter che rimasto a secco («Spiaze» sui cartelli). Da Casa Milan parte il tour sul bus scoperto con dj set che ha raggiunto piazza Duomo attraversando piazza Gino Valle, viale Traiano, Scarampo, Serra, Certosa, piazza Firenze, corso Sempione, via Canova, viale Milton, via Moliere, viale Alemagna, via Paleocapa, piazzale Cadorna, Foro Bonaparte, via Cusani, via Broletto, piazza Cordusio e via Orefici. Su un altro bus viaggia lo staff. Romagnoli alza la coppa sotto una pioggia di coriandoli, i giocatori, con fumogeni rossi in mano, ballano sulle note di «Freed from desire» che per i rossoneri è la ormai celebre «Pioli is on fire». E mostrano dal pullman uno striscione-sfottò dedicato ai cugini nerazzurri che innesca polemiche e pure l'apertura di un'indagine della Procura Figc a festa in corso. «Senza di voi non saremmo riusciti a vincere, abbiamo trasformato il vostro entusiasmo e la vostra passione in energia positiva» è invece il grazie di Pioli ai tifosi.

Lunghe code fin dal mattino davanti al Milan Store per acquistare la maglia celebrativa. E un serpentone di tifosi con bandiere e i colori del Diavolo addosso accompagna per tutto il percorso la parata dei campioni, alle 19 e 30 la sfilata è ancora in piazza Firenze, tantissimi scortano la squadra in scooter. Giraud scatenato nei balletti, Ibra produce stories sui social, birre per tutti. Traffico impazzito, ma per un giro alla squadra di casa è tutto concesso e chi è un coda spegne i motori e aspetta. Gli agenti in tenuta antisommossa provano a fare spazio tra le ali di folla.

Migliaia lungo il percorso e migliaia ad aspettarli da ore in piazza Duomo. Anche la statua di Vittorio Emanuele II a cavallo è «occupata» dai tifosi, come domenica sera. «Chi non salta nerazzurro è» il loop della giornata, alternato a «We are the champions» e «I campioni dell'Italia siamo noi», i grandi classici del tifo.

Il bagno di folla è in Duomo, dove i campioni arrivano intorno alle 22, esplodono l'entusiasmo dei tifosi, razzi e fuochi d'artificio. I campioni lanciano gadget rossoneri. Poi la cena di gala al ristorante «Giacomo Arengario», tra gli invitati anche il leader di Forza Italia ed ex presidente del Milan Silvio Berlusconi con la compagna Marta Fascina, la figlia Barbara e Adriano Galliani. Il Cav, arrivato già intorno alle sette, si affaccia dalla terrazza del Museo del 900, acclamato dai tifosi che intonano «C'è solo un presidente». Berlusconi al Tg5 ricorda: «Io ho vinto otto scudetti con il Milan», tra 1987 e 2011, «adesso c'è una squadra giovane che potrà ottenere ancora tanti risultati in futuro». La squadra raggiunge l'Arengario che si tinge nei colori della bandiera italiana. E la festa continua. «Pioli is on fire».

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