Ore 8, prima messa in Duomo Così cambieranno le funzioni

Da oggi si torna a celebrare con i fedeli tra i banchi Obbligo di mascherine, guanti e percorsi segnalati

«Il 18 maggio è un lunedì, l'inizio dei giorni feriali della settimana. Forse è una categoria da considerare: questa ripresa della possibilità per i fedeli di assistere e partecipare all'Eucaristia comincia in un giorno feriale, come per dire che inizia in una specie di ripresa dell'ordinario». Inizia così la riflessione dell'arcivescovo di Milano Mario Delpini, in vista della ripresa delle messe aperte ai fedeli da questa mattina.

Si via alle 8 con la prima messa della mattina, celebrata proprio da Monsignor Gianantonio Borgonovo, arciprete del Duomo. La cattedrale è sempre rimasta accessibile per la preghiera, con il suo percorso dedicato, ma da oggi torneranno a essere celebrate le funzioni con il popolo.

Come previsto dal Protocollo d'intesa sottoscritto il 7 maggio 2020 dal Governo e dalla Conferenza Episcopale Italiana e come da indicazioni dell'Arcidiocesi di Milano, in questo primo periodo le funzioni sono previste dal lunedì al venerdì (alle ore 8 - 11 - 13 in Cappella feriale), alle 17.30 all'Altare maggiore. La cappella feriale potrà accogliere una sessantina di fedeli, grazie al distanziamento e alle sedute segnalate opportunamente, mentre, anche se la capienza del Duomo è stata calcolata in 624, per le cattedrali al momento è stato stabilito il limite massimo di 200 fedeli. Il sabato la messa delle 17.30 sarà celebrata all'Altare maggiore così la domenica alle (8 - 9.30 - 11 - 12.30 - 17.30). «Ai milanesi verrà misurata la temperatura in ingresso dal personale della security - spiega Francesco Canali, delegato della Veneranda fabbrica alla Sicurezza dei lavoratori- dal momento che la Veneranda avendo dipendenti tra il cantiere, l'interno e le visite turistiche, è assimilata a un 'azienda per cui vige l'obbligo di tutelare la salute dei dipendenti, oltre che quella dei fedeli. Abbiamo dovuto contemperare le due esigenze». Il personale si alternerà sui turni per segnalare l'entrata e l'uscita dei fedeli, mantenendo il distanziamento sociale, così indicherà i banchi dove si potranno sedere.

il protocollo in generale se non prevede l'obbligo della misurazione della febbre in ingresso, vieta però di entrare in chiesa se si ha la febbre o sintomi Covid, obbliga a mantenere sempre la distanza, obbliga a indossare il dispositivi di protezione individuale. Così l'acquasantiera sarà vuota, i fedeli troveranno all'ingresso il gel igienizzante. Cambiano le regole anche per la comunione che verrà offerta, con guanti e mascherina dal prete senza venire in contatto con la mano dei fedeli. L'uscita e l'entrata avverranno se possibile da porte diverse, altrimenti a flussi alternati, le finestre e le porte delle chiese dovranno rimanere aperte, così sono autorizzate le celebrazioni all'aperto.

«La macchinosità di questa ripresa feriale mi ha fatto venire in mente questa immagine: quando uno ha subìto un trauma, poi deve fare un periodo di riabilitazione - ha spiegato Delpini -: questa talvolta comporta che quello che si faceva di corsa poi si fa pian piano, con fatica, quello che si faceva con disinvoltura invece bisogna farlo con molta attenzione, perché la gamba che deve riprendere la funzionalità duole». La parola d'ordine nella chiesa come ha suggerito ieri il Papa è gradualità e attenzione al prossimo.

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