«Ottenuti dal governo bonus fino a mille euro e il congedo parentale»

Il vice governatore tratta le misure economiche: «Cassa integrazione in deroga anche per i piccoli»

Fabrizio Sala, vicepresidente della Regione, lei segue il fronte delle misure economiche a cui il governo lavora con decreto. Cosa chiedete?

«Il decreto è gigantesco, ha dentro tante cose. Noi abbiamo condiviso la proposta non solo con Veneto ed Emilia Romagna ma con tutte le Regioni. Ma teniamo presente che la Lombardia ha avuto la zona rossa. Più che definire territorialmente le misure è necessario calcolare la perdita per aziende e lavoratori. È essenziale».

Quali garanzie avete avuto?

«Da quello che annusiamo finora, gran parte delle proposte nostre ci sono. Siamo moderatamente ottimisti».

Cosa c'è dentro?

«Congedo parentale, bonus per le famiglie fino a 600 euro, in alcuni casi mille, cassa integrazione in deroga anche per piccoli e piccolissimi, rinvio delle scadenze, liquidità con fondi di garanzia. E abbiamo chiesto, in base a settore e perdita, un ristoro per imprese e partite Iva. Chi è stato più colpito avrà più ristoro. Partita interessante è il credito agevolato a chi produce dispositivi sanitari, oggi per salvare le nostre vite, domani per salvare la vita di altri e stare in un nuovo mercato».

Avete stimato l'impatto sul Pil dello stop?

«Non è stimabile, ci attendiamo uno stop fino al 50% del comparto industriale, dovuto principalmente a imprese che decidono di fermarsi. C'è chi sta limitando la produzione. E mi permetto di dire che non siamo la Cina, dove una sola persona può disporre ciò che vuole. Siamo una democrazia».

Si punta sulla responsabilità.

«Il mio plauso va agli imprenditori che stanno limitando l'attività, e a chi lavora per i servizi essenziali. La Lombardia sta reagendo nel modo giusto, in un'emergenza senza precedenti».

All'estero non tutti capiscono questo blocco. Qualcuno lo irride. Non sanno che i lombardi il lavoro lo hanno nella testa, nella cultura.

«Potrei ribattere chiedendo quanti casi di normale polmonite hanno gli ospedali stranieri. Dico solo che possiamo rappresentare un modello. Pagheremo un prezzo ma non solo noi. Abbiamo adottato restrizioni, stravolto il sistema sanitario, ma i cittadini devono andare oltre le regole, col buon senso. Io sono brianzolo, da noi gli artigiani stanno attenti a non prenderla l'influenza normale proprio perché devono andare a lavorare. Questo senso civico, del lavoro e del dovere, è superiore a qualsiasi norma».

La Brianza per ora è relativamente meno colpita. Un caso o ci sono ipotesi?

«Cè la casualità e poi il contagio si diffonde dove ci sono assembramenti. Non so quanta parte abbia il caso e quanta la volontà. Mi pare che la gente si sia comportata nel modo giusto. Sarà lunga, gli esperti dicono che il contagio non può rallentare, non fermare».

State prendendo decisioni drammatiche. Come le vivete come giunta, come squadra?

«Non ci sono personalismi, non ci sono colori di partito, a volte ci basta guardarci negli occhi. Combattiamo tutti insieme, insieme alla nostra gente, e questo rafforzerà molto il popolo lombardo».

Medici e infermieri chiedono mascherine.

«Ogni giorno lo ripetiamo alla Protezione civile nazionale. Abbiamo chiamato tutto il mondo, con un occhio alle truffe, e poi denunceremo chi sta lucrando. Stiamo cercando, tutti le cercano. Ma faccio un appello ai nostri imprenditori».

Andrà tutto bene?

«Andrà tutto bene ma dobbiamo volerlo. Abbiamo l'energia, come dimostrano i medici. Le nostre giornate sono fatte da un'infinità di ore. Un'ora in più, una firma in più, una corsa in più. Se salva una vita, lo facciamo».

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