Paperino, l'eterno perdente vince per simpatia

I quattro volti di Paperino in ottant'anni di vita esposti da sabato al Wow spazio fumetto

In principio era un peperino. Poi divenne Paperino. Era il 1934 e un cortometraggio di animazione - The wise little hen, ovvero La gallinella saggia - lanciava un insolito papero. Doveva essere un'apparizione unica ma il pubblico fu stregato dal pennuto. La fisionomia era diversa. Becco lungo. Mani simili alle ali della papera, un caratterino tutto pepe. Ma soprattutto un pigrone.

Come è finita lo sanno tutti. L'animale modificò il suo aspetto disegno dopo disegno e divenne Paperino. Tre anni dopo, esordisce in Italia in un fumetto in cui è l'eterno sconfitto da zio Paperone e dal cugino Gastone. Il papero diventa popolarissimo e tutti tifano per lui che immancabilmente soccombe sempre. L'unica cosa che non perde è l'animo. Una consistente dose di ottimismo lo accompagna sempre e la gente continua a sostenerlo. Al punto che, negli anni Sessanta, un'alluvione di lettere chiede agli autori di far vincere Paperino. Almeno una volta.

Da questo plebiscito nacque una delle quattro declinazioni del personaggio. Paperinik, il diabolico vendicatore concepito sulle falsariga di Diabolik, si toglie parecchie soddisfazioni facendo fare una serie di figuracce al caro zietto e al cuginastro. L'evoluzione di Paperinik è Pk, in lotta contro crudeli alieni con l'aiuto di un'intelligenza artificiale chiamata Uno. nel 2008 nasce invece Double Duck in cui il papero è in versione agente segreto. Una sorta di 007 con le zampe palmate.

Tutte queste sfumature sono l'oggetto della mostra «Quattro volte Paperino» che si inaugura sabato al Wow Spazio Fumetto, dove resterà a disposizione del pubblico fino al 29 gennaio dalle 15 alle 19 e nei weekend dalle 15 alle 20.

SteG

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