"Parte il rilancio di Fi. Apriamo i congressi in 25 Comuni milanesi"

Il coordinatore regionale Massimiliano Salini: "Il 24 le assemblee. Serriamo le fila per le amministrative 2020"

"Parte il rilancio di Fi. Apriamo i congressi in 25 Comuni milanesi"

Massimiliano Salini, coordinatore regionale di Forza Italia. Diciamola tutta, il 14 settembre ha detto che era tempo di congressi ma la platea delle Stelline ha pensato ai soliti annunci...

«Ammetto, ho visto degli sguardi disillusi e cinici. Non voglio distinguermi da chi c'era prima ma penso che ce ne sia un bisogno reale. In tanti li chiedevano a gran voce, alcuni hanno iniziato a porre il tema come grimaldello per abbattere il partito e costruirne un altro. Chi lamentava la necessità di una maggiore democrazia interna, penso a Toti, ha preso altre strade ma quello che ho detto ho fatto».

La prima tornata congressuale nei comuni della Città metropolitana è fissata per il 24 novembre. Quali saranno i passi successivi?

«Partiamo il 24 con le prime venticinque assemblee in Comuni strategici del Milanese come Abbiategrasso, Cinisello Balsamo, Cologno Monzese, San Donato, Corsico, Segrate. Puntiamo a completare tutti i Comuni entro febbraio 2020. Ma si sta muovendo tutta la Lombardia, oggi (ieri, ndr.) a Cremona è stato eletto per acclamazione Gabriele Gallina: ho preferito rinunciare all'incarico di commissario per non accumulare ruoli visto che sono coordinatore regionale e deputato Ue. Ci sarà il congresso comunale a Como e lo sta valutando il provinciale di Lodi. Ho fatto poca vita di partito in passato, la mia prima tessera è stata quella di Fi nel 2015, ma ho avuto la percezione che quando si decide di lavorare per il rinnovamento e il rilancio non c'è nulla che lo impedisca».

A proposito di tessere: la chiamata ai congressi ha dato una scossa?

«Questa iniziativa ha generato un notevole flusso di nuovi tesseramenti e ha riavvicinato molti che erano usciti dal partito. Solo in provincia di Cremona abbiamo distribuito 1.006 tessere, militanti che ci hanno voluto mettere la faccia, altre centinaia nei Comuni del Milanese. A volte una spinta positiva è motivata anche dalla rabbia. Fi sta attraversando una fase critica ma vedo tanta passione, la voglia di non stare ad aspettare che torni il nostro momento. E occasioni come queste servono a confrontarsi, anche a scontrarsi, su temi come infrastrutture e economia. C'è tutt'altro che torpore».

In primavera si vota in Comuni come Segrate, Cologno, Corsico. I congressi serviranno a serrare le fila, e a pesare di più ai tavoli con gli alleati?

«Serviranno a ridare motivazione e energia agli iscritti, a ribadire agli elettori la nostra linea su ricette economiche, educative, sulla Milano che vogliamo. E quando i rappresentanti di partito sono scelti secondo dinamiche democratiche le polemiche vanno a zero e si va ai confronti con gli alleati con più forza. In vista delle Comunali ribadisco che oggi la coalizione è guidata dalla Lega ma per vincere bisogna sedersi al tavolo con pari dignità, riconoscendo le ragioni di tutti gli alleati. C'è uno spirito di collaborazione molto vivo con il mio omologo, il segretario della Lega Lombarda Paolo Grimoldi, concentrandoci sulle emergenze per i territori ci accorgiamo che le chiacchiere sono a zero. Laddove si accetta questo metodo molto pragmatico, il centrodestra non vince ma stravince».

La sinistra sta puntando molto sui temi green, può funzionare?

«La sinistra per avere consenso sta cercando di attaccarsi ai temi del catastrofismo ambientalista ma è assurdo, in Italia le aziende chiudono e la gente perde il lavoro, vogliono che ci occupiamo di questo».

Quando si arriverà a congresso anche a Milano?

«Credo che i tempi siano quasi maturi, ne ho parlato con la commissaria cittadina Cristina Rossello e in tempi non particolarmente lunghi saranno pronti anche loro. Sarà un ottimo strumento di partenza verso le Comunali 2021. Quella per Palazzo Marino sarà la sfida delle sfide».

Giorni fa in Regione ha nominato Fabrizio Sala capodelegazione in giunta al posto di Giulio Gallera, che è rimasto in Fi dopo un lungo tentennamento verso il movimento di Toti. Serviva un cambio di passo?

«Le critiche sono costruttive e assolutamente benvenute, guai se non ci fossero, ma non devono rallentare il lavoro o ridurre la forza del partito dentro le istituzioni. Ho bisogno di un capodelegazione che tuteli la dignità di Fi e in relazione costante con il coordinatore regionale. Erano elementi che dovevano essere corretti e lo abbiamo fatto».

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