Il Pd "multa" anche i negozi con le porte aperte

Buongiardino (Confcommercio): "È un'imposizione assurda, un altro ostacolo alle vendite"

Il Pd "multa" anche i negozi con le porte aperte

Sanzioni per i negozi che durante la stagione invernale lasciano le porte aperte. Sono fra le richieste di una mozione presentata ieri dal presidente della commissione Ambiente di palazzo Marino Carlo Monguzzi con Aldo Ugliano, consigliere del Pd e primo firmatario del testo. Ma Simonpaolo Buongiardino, vice presidente di Confcommercio, non ci sta: «Intanto queste cose, come già abbiamo fatto con area C, le concordiamo con l'amministrazione. Poi voglio ricordare che ci sono negozi dotati di tecnologie utili in questi casi. Inoltre c'è il problema dei negozi sempre aperti. E se passasse questo provvedimento ci sarebbero sicuramente problemi». Ma vediamo il livello di adesione alla mozione.

Sono 29 le firme di adesione al documento, depositato in vista della scadenza del Protocollo per la qualità dell'aria. Per la sua riedizione, per la stagione invernale 2017-2018, i consiglieri chiedono a Regione, Anci e singoli comuni di «prevedere la possibilità di sanzionare con opportuni provvedimenti i comportamenti ambientalmente non corretti» e in particolare «decise misure di contrasto allo spreco energetico e al conseguente incremento dell'inquinamento da polveri sottili derivante dal fenomeno delle porte aperte dei negozi». Presenti alla conferenza stampa anche Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia e Marco Ferrari, presidente dell'Associazione «Genitori Antismog», per i firmatari «è paradossale che tra innumerevoli norme e leggi che incitano al risparmio energetico e che concedono benefici e bonus fiscali per conseguirlo ci si dichiari impotenti di fronte a questa pratica». Per questo si chiede di «affidare al Politecnico di Milano il compito di verificare l'efficacia delle cosiddette «lame d'aria», dispositivo in uso in alcuni negozi per contenere la dispersione del calore o del fresco causata dalle porte aperte, sapendo che alla presunta minore dispersione di calore bisogna aggiungere un incremento del 25% dei consumi dovuto alla produzione del getto d'aria»; di «istituire, in collaborazione con le Associazioni del Commercio e Ambientaliste, un riconoscimento per i negozianti che non adottano la pratica delle porte aperte, che potrebbe denominarsi Negozio Amico dell'Ambiente e della Città»; quindi, «in attesa delle verifiche del Politecnico circa le lame d'aria, in collaborazione con le Associazioni del Commercio e Ambientaliste, lanciare una campagna» tesa a scoraggiare questa pratica.

«Quelli chiesti dalla mozione presentata in Comune sono provvedimenti che vanno a impattare sugli esercizi commerciali». Così Simonpaolo Buongiardino sulla mozione: «Per provvedimenti che impattano sulle attività chiediamo il confronto con i rappresentanti della categoria - prosegue - ma ricordo anche che le lame d'aria sopra le porte dei negozi sono un sistema consolidato ed efficace che non fa entrare e uscire caldo e freddo. Ci sono poi alcuni tipi di esercizi, che vendono merce non di alto costo, che non hanno porte ma solo la saracinesca. Le porte sono ritenute un ostacolo all'ingresso dei visitatori».

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