Al via Photo Vogue Festival Scatti d'autore sulla diversità

Negli spazi del «Base», le immagini di trenta fotografi selezionati su 180mila utenti da tutto il mondo

Pamela Dell'Orto

In ogni sistema c'è un'anomalia, anzi tante anomalie. A Glitch in the System, l'anomalia nel sistema, esplora e valorizza la diversità in tutte le sue forme. Ed è proprio questo il tema della quarta edizione del Photo Vogue Festival, rassegna internazionale di fotografia sospeso fra etica ed estetica organizzato da Vogue Italia e diretto da Alessia Glaviano, che va in scena fino a domenica 17 novembre al Base Milano.

Il grande spazio di via Bergognone, aperto al pubblico, ospita le immagini di 30 fotografi selezionati fra gli oltre 180mila utenti del canale PhotoVogue, la piattaforma fotografica di Vogue.it. In mostra gli scatti scelti da una giuria di fama internazionale composta da esperti provenienti da ogni parte del mondo, con background e visioni diverse (fra gli altri anche Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci). Tema centrale di A Glitch in the System, deconstructing stereotypes: la decostruzione degli stereotipi, l'affermazione dell'identità culturale, della parità di genere. Questioni fondamentali della nostra epoca esplorate anche nella Glitch Library, esposizione di 28 photobooks, progetti fotografici di artisti noti e talenti emergenti. Perché per dirla con il direttore di Vogue Italia Emanuele Farneti, «alla vigilia di un nuovo decennio, in un mondo attraversato da sempre più inquietanti segnali d'intolleranza, per un magazine come Vogue è un dovere rimarcare con forza i suoi valori. Questa edizione del Photo Vogue Festival dimostra, attraverso le storie che racconta davanti ma anche dietro l'obiettivo, che tra tutti i linguaggi di Vogue la fotografia resta quello che più di ogni altro è in grado di creare una profonda connessione emotiva con il suo pubblico e di farlo per uno scopo nobile: promuovere uno sguardo largo e inclusivo sul mondo, aperto a ogni forma di diversità».

Base ospita anche una «screening room», dove vanno in onda i lavori dei migliori registi internazionali di corti, documentari e fashion film selezionati da Alessia Glaviano per esplorare i cambiamenti apportati dal web e dai social ai meccanismi di comunicazione. E, sempre fino a domenica, una serie di talk a ingresso gratuito, protagonisti personaggi, fotografi e curatori internazionali. E il Festival prosegue con una serie di eventi e mostre sparsi fra gallerie e musei. A partire dall'esposizione alla Leica Galerie, tra gli spazi dedicati alla scoperta e valorizzazione dei talenti fotografici. Fino a lunedì sono in mostra i lavori di Dustin Thierry, Nanna Heitmann e Romina Ressia, i tre fotografi più votati dalla giuria di A Glitch in the System, deconstructing stereotypes. Mentre alla Fondazione Forma va in scena Vivian Maier a colori a cura di Alessandra Mauro, alla Fondazione Prada Osservatorio, Training Humans di Kate Crawford e Trevor Paglen, ai Frigoriferi Milanesi, Simenon 30 anni dopo: letteratura, cinema, teatro, musica e fotografia in 10 incontri, alla Triennale, la mostra Paolo Pellegrin. Confini di umanità. E al Mudec prosegue la personale di Elliot Erwitt a cura di Biba Giacchetti.

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