«C'è chi parla e c'è chi opera» ha mandato a dire ieri mattina il sindaco Giuliano Pisapia al governatore Roberto Formigoni. Un altro aspro botta e risposta. Perché la luna di miele è proprio finita. Il pretesto questa volta è il commento al taglio imposto dal cda della Scala agli emolumenti del sovrintendente Stéphane Lissner e le parole di Formigoni che aveva parlato di «un passo compiuto tempestivamente e nella direzione giusta». Ma aggiungendo che «ci sono anche altre voci su cui si può intervenire» in un'ottica di spending review. «Credo che guardando dentro al bilancio con attenzione - ha aggiunto Formigoni - i membri del cda sapranno individuare anche altre voci si cui intervenire senza mettere a repentaglio la qualità della Scala». Secca la replica di Pisapia. «Non voglio polemizzare. Stiamo facendo su tutte le partecipate un'opera di equità e mi sembra che questo sia evidente che dia dei segnali importanti». Poi quel «c'è chi parla e c'è chi opera» che ha davvero mandato Formigoni su tutte le furie. Pronto a dire di avere già pronto «un elenco delle opere». Perché «andrete a contare quante cose sono state fatte dalla Lombardia e quante molte meno dal Comune». In serata l'elenco promesso: ventiquattro i capitoli che vanno dall'approvazione della cosiddetta legge «Cresci Lombardia», alla liberalizzazione dei saldi, alle misure post terremoto. E poi le iniziative per razionalizzare enti e società partecipate, incluse eliminazioni e fusioni. Il nuovo palazzo della Regione, tre nuove autostrade (Brebemi, Pedemontana e Tangenziale Est Esterna) e i tempi di pagamento dei fornitori accorciati a 60 giorni.
Assicurando di non capire «perché Pisapia prosegua sulla strada della polemica» e aggiungendo di voler continuare a collaborare «come abbiamo fatto per 11 mesi e mezzo». Pronta la replica: «Ok, per me l'incidente è chiuso».Pisapia lo provoca, Formigoni snocciola l'elenco di 24 cose fatte in Regione
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