Potati i 17 platani: il Gallia vince la guerra contro gli storni

Guano sui cappotti e marciapiedi a rischio Alla fine l'hotel riesce a sfrattare gli uccelli

Paolo Stefanato

É bastata un po' d'astuzia. Nella lunga guerra che ha visto contrapposti l'Excelsior Gallia, uno degli alberghi più belli e lussuosi di Milano, e le migliaia di storni che in autunno stavano appollaiati sui platani lì davanti, alla fine ha vinto l'albergo. Con una decisione semplice e senza controindicazioni: gli alberi sono stati potati e gli uccelli si sono spostati poco più in là, sui rami frondosi di piazza 4 novembre. La vicenda si ripete da sempre, ogni anno. Gli storni sono uccelli migratori e si spostano progressivamente verso climi più temperati. Alla fine dell'autunno a Milano si radunano anche in piazza Duca D'Aosta, davanti al Gallia, e compiono acrobazie meravigliose in quell'ampio spazio di cielo che sta davanti alla Stazione centrale. É questa la loro particolarità più affascinante: a centinaia, a migliaia veleggiano leggeri e veloci, compatti in grandi squadriglie, con virate e ripiegamenti improvvisi che diventano uno spettacolo ipnotico. Qualcosa di simile a reti fittissime in movimento, alle trame di un tessuto, ai disegni sottili che fanno da sfondo sulle banconote. La loro giornata è ripetitiva: nelle ore di luce cercano cibo nelle campagne, poi nel tardo pomeriggio rientrano alla base, ed è qui che si scatenano nei loro volteggi, prima di ritirarsi, con allegri schiamazzi, tra le fronde dei loro alberi, dove poi il silenzio arriva improvviso, insieme al sonno.

Ebbene, questo spettacolo ha un caro prezzo. Quando volteggiano e, soprattutto, quando si ritirano sui rami, queste migliaia di stormi mitragliano il suolo con i loro minuscoli escrementi, terribili e corrosivi. Una pioggia di schizzi che non risparmia niente e nessuno. I marciapiedi diventano scivolosi e pericolosi, le auto impresentabili, i cappotti devono finire in lavanderia; senza parlare di odore e di igiene. «Molti nostri clienti erano costretti ad aprire l'ombrello e i taxi evitavano di arrivare fino all'ingresso dell'albergo» racconta il direttore del Gallia, Marco Olivieri. Un vero danno, non solo d'immagine. «Il fenomeno si ripete da sempre, almeno dal 2007, anno del mio arrivo qui. Ed è sempre stato un disastro, per le persone e per le auto parcheggiate nei 14 posti che abbiamo davanti alla facciata, proprio sotto gli alberi». Durante i lavori di ristrutturazione dell'albergo nel tentativo di risolvere il problema era stato chiesto al Comune di trapiantare gli alberi altrove e di piantumare le stesse aiuole con piante diverse, più piccole e meno attraenti per gli uccelli. L'idea non andò in porto. Furono allora costruite delle tettoie trasparenti, architettonicamente gradevoli, per riparare le due Maserati al servizio dei clienti e le altre auto di lusso parcheggiate lì davanti; furono anche attivati dei sistemi sonori che simulavano il verso di uccelli predatori, per spaventare gli storni. Ma nulla si è dimostrato risolutivo.

Poi, la svolta, con l'astuta decisione di potare in profondità i 17 platani per dissuadere gli inquilini pennuti dall'utilizzarli: amano le piante frondose, più accoglienti e protettive, i rami spogli no. Ottenuta l'autorizzazione dal Comune, l'intervento è avvenuto in più fasi, per accertarsi che le piante non soffrissero. L'ultimo taglio, piuttosto radicale è di qualche settimana fa. Il risultato di questa piccola astuzia è stato immediato e ha fatto contenti tutti: il Gallia, che ha risolto i problemi di serena accessibilità all'albergo e di difesa delle auto parcheggiate; i platani, che da una potatura invernale traggono solo benefici e vigore; i passanti, che qui non devono più temere bombardamenti, e gli stessi storni, che continuano, liberi, a disegnare il cielo con i loro volteggi, e che hanno solo spostato casa cento metri più avanti.

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