Pranzi, viaggi, libri e sigarette I giudici stangano la Regione

Per la sentenza «gli incontri si fanno in ufficio e non al ristorante»

Luca Fazzo

Le parole più severe, nelle motivazioni delle 52 condanne emesse nel gennaio scorso per ex consiglieri ed ex assessori della Regione Lombardia, i giudici le riservano al leghista Stefano Galli: ma sono, a ben vedere, dedicate complessivamente al clima che regnava al Pirellone.

A Galli viene contestata la «volontà marcatamente predatoria dell'imputato, il quale approfittando della materiale disponibilità del denaro in ragione dell'ufficio ricoperto ha deliberatamente posto carico della Regione una spesa privata, dimostrando un senso di impunità altamente sintomatico di chi crede di poter vivere al di sopra e al di fuori delle regole, contando sulla connivenza degli uffici regionali assolutamente incapaci di porre argine al malcostume e all'illegalità diffusa e supini rispetto all'arbitrio del potere politico». (...)

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