Proteste e code all'Ats E arriva pure la polizia

A mali estremi, estremi rimedi. A chi si è fatto un giro a vuoto per la terza volta di fila all'Ats Bande Nere (al civico 3 della piazza) gli addetti hanno consigliato di arrivate la mattina presto, magari intorno alle 7.30, un'ora prima dell'apertura. Acceso garantito, non fosse che per chi arrivava da zona Loreto voleva dire svegliarsi all'alba. Altro che Milano smart. Conquistare lo sportello dell'Ats è diventato un terno al lotto. Si tratta di una delle sedi sanitarie territoriali in città, l'ex Asl, a cui ci si rivolge ad esempio per il cambio del medico o per farsi convalidare l'esenzione dal ticket sanitario. Per chi lavora ovviamente non resta che il sabato per mettersi pazientemente in coda: gli uffici sono aperti fino alle 12. Ma una «comunicazione importante» da qualche giorno avvisa che è previsto un «numero massimo di utenti giornalieri». Bisogna staccare il bigliettino, ma gli utenti si aspettano che l'erogazione prosegua fino a fine turno, o quasi, e da mezzogiorno in poi gli sportellisti smaltiscano i numeri già emessi. Invece ieri (come altre volte) lo stop ai numerini è scattato ben prima delle 11. Ma tra i mugugni e le proteste generali, qualche cittadino l'ha presa decisamente meno bene del solito. Prima ha chiesto di poter parlare con un dirigente, poi ha contestato il cartello all'esterno, mancavano timbri o firme che ne provassero l'ufficialità, infine ha chiamato la polizia denunciando l'interruzione di pubblico servizio.

Al momento della protesta erano rimaste fuori dall'Ats una quarantina di persone - alcune arrivate da altre zone - a un'ora abbondante dalla chiusura degli sportelli. L'agente che è intervenuto ha fatto un giro di perlustrazione e parlato con il personale Ats, ma ha consigliato agli utenti di rivolgersi ai vigili perchè la Polizia non ha competenza in merito. Buona la prossima? C'è chi ha raccontato che sta cercando di cambiare il medico o fare il ticket da un mese. Mai dire mai.

ChiCa

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