Pulizia, bagni, trasporti: un allarme anche per Expo

Pulizia, bagni, trasporti: un allarme anche per Expo

Il Salone del Mobile «un test per Expo», «la prova generale per il 2015». L'hanno ripetuto un pò tutti in questi giorni: istituzioni, giornali, operatori. La pagella è positiva per il successo di pubblico, senza dubbio. Ottima prestazione da parte di griffe, commercianti e designer che hanno organizzato centinaia di eventi sparsi per la città. Ma l'assalto dei visitatori è durato sei giorni, da martedì a ieri con un picco proprio nel weekend. L'Esposizione durerà sei mesi e «purtroppo», come si è lasciato scappare sabato il presidente di Atm Bruno Rota sul Tg3 regionale, bisognerà fare i conti con 200mila passeggeri in più sui mezzi pubblici ogni giorno. Reggeranno mezzi di superficie e metropolitane? Per il taglio del nastro a Rho-Pero, tra 382 giorni esatti, arriveranno trenta convogli sulle linee 1 e 2, saranno rafforzati bus e tram. In questi giorni, bene il prolungamento notturno del servizio, ma si viaggiava ancora come sardine. Lunghe code anche per i taxi.
Insufficienza piena alla gestione dei rifiuti. Il sindaco Giuliano Pisapia sta organizzando un servizio di raccolta straordinaria (almeno) per i sei mesi di Expo? Come il «Fuorisalone» si prepara un «Fuori-Expo» che sarà decisamente più lungo e più diffuso. Qualche immagine del sabato sera milanese: cumuli di immondizia come a Napoli in zona Brera, lungo via Solferino, cestini stracolmi di spazzatura in zona Tortona che qualcuno avrebbe dovuto svuotare di tanto in tanto, bottiglie di vetro abbandonate in zona Navigli, Porta Genova, piazza XXV Aprile. E la domenica mattina bastava passare in largo La Foppa per trovare ancora i resti della movida di zona Garibaldi.
Per stimolare l'amministrazione, apriamo il capitolo bagni pubblici. C'è un anno di tempo per dare una risposta ai «bisogni» dei turisti in arrivo, si parla di venti milioni di visitatori nelle prospettive più rosee. Vade retro dai bagni chimici, in questi giorni bastava appostarsi vicino a uno dei «gabbiotti» installati al parco Sempione per osservare l'effetto che fanno a chi viene da fuori. Chi apre la porta la richiude immediatamente e scappa. E la soluzione non è usare i muri come latrine, cosa che purtroppo è accaduta agli angoli delle zone più frequentate.
É mai possibile, si domandava infine sabato anche Gabriel Meghnagi, presidente di Ascobaires, che con la strada piena di stranieri per il Salone del mobile, corso Buenos Aires sia pieno di abusivi che vendono merce contraffatta e accattoni molesti? Possibile. Non era una concentrazione isolata, i vù cumprà hanno steso lenzuola anche lungo quelle strade che normalmente non vengono considerate dai venditori di falsi, vedi corso Garibaldi. E tra Castello Sforzesco e piazza Duomo l'assalto al turista con i braccialetti della fortuna da parte di extracomunitari è stato senza sosta. Più insistenti e più numerosi del solito.

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