Quando Milano era una finestra aperta sul mondo

Hanno montato le scene per tutta la notte. Non c’è stato tempo per il batticuore prima del debutto. Da oggi tutti in scena fino al 30 agosto. Succede così ai lombardi alla loro prima «crociata» al Fringe Festival di Edimburgo che, con i suoi due milioni e mezzo di spettatori, è la vetrina europea più importante del teatro giovane. Loro si sono autocandidati e hanno lavorato un anno sulle loro pièce. Alcune sono state tradotte, in altri casi si sono scelte delle performance che privilegiassero il teatro fisico: niente parole, solo emozioni. Le quattro compagnie si sono riunite sotto un brand dal nome altamente evocativo del sapore italiano: Espresso!. Il «poker» di Edimburgo fa parte delle 15 residenze teatrali del progetto Etre, firmato dalla fondazione Cariplo, che col patrocinio delle istituzioni ha anche messo a disposizione un budget di 120 mila euro per la missione scozzese.
Ma al di là dei numeri, qui c’è in ballo il futuro. Il palcoscenico non è solo quello che i ragazzi si sono montati da soli, ma è anche quello «spietato» di un pubblico attento e di una critica arguta e spesso implacabile. «Per un giovane il Fringe rappresenta un arricchimento di competenze personali ma anche un banco di prova nelle relazioni con critica e stampa» spiega Michele Losi, capo-spedizione e presidente dell’associazione teatrale. Arrivare ad avere una stella sulle recensioni di The Scotsman, prestigioso e sagace quotidiano di Edimburgo, è il sogno di molti: «Oppure un incubo - aggiunge Losi - perché se ricevi una stella avrai spesso più pubblico che non a riceverne cinque: l’audience qui è vivacissimo; una recensione ti riempie o ti svuota le sale nel volgere di un giorno».
Losi ricorda ancora una versione di Dracula, cui assistette lo scorso anno: «Gli attori si accanivano su dei gonfiabili!». Scaramantico, Losi non ha dubbi che il suo drappello di attori avrà miglior sorte oltre che aver già avuto molto più buon gusto. A partire dalle tematiche affrontate negli spettacoli: Orfunny di Animanera è stato tradotto in inglese affinché il pubblico comprenda meglio le solitudini di un fratello e di una sorella attorno cui ruota la vicenda. Le Serate bastarde di Dionisi sono invece un cabaret metropolitano che sviscera le nostre paure più diffuse e che ha già un posto nella prossima stagione italiana: in scena all’Out Off in ottobre. Boh di Sanpapié è una coreografia danzata sul dubbio di una giovane, mentre Manolibera di Scarlattine teatro, che ha già girato mezza Europa, è un gramelot di fumetti, un viaggio fra le immagini dove lo schermo trasformato in una gigante vignetta fa da sfondo alle imprese di Ercole e Cassandra. Accanto a quattro spettacoli, in scena tutti i giorni, ci sono altri due eventi con protagonisti italiani: l’8 agosto Delleali presenta un cabaret «vocifonico», mentre giovedì 13 toccherà ad una Lectura Dantis a cura di Aida e Delleali.

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