Il questore: «Calano i reati Ma la droga è a livelli record»

Bracco dà i dati del 2018: la diminuzione dei delitti è del 4,2%. Sequestrate oltre 2 tonnellate di stupefacenti

Paola Fucilieri

È una certezza: da quattro anni i reati a Milano e nella città metropolitana, così come in Brianza, continuano a diminuire. Il 2018 non ha fatto eccezione in questo senso, come ha spiegato ieri il neo questore di Milano Sergio Bracco in vista della festa di oggi per il 167esimo anniversario dalla fondazione della polizia di stato, che si terrà a partire dalle 11 al Teatro Strehler in largo Greppi.

Nel complesso per la polizia si parla di un calo complessivo, rispetto al 2017, che si attesta sul -4.20% in città e -3.38% in provincia. Quindi (e qui ci limitiamo a riportare i soli dati del comune di Milano, comunque rappresentativi della situazione globale) meno omicidi (-45%), meno furti (-4.49%), meno rapine (-16.49%) e più arresti (+2.44%, con circa 4.400 persone finite in cella), più indagati (+2.49%) e un vero proprio boom nel sequestro di stupefacenti: eroina (+184%), cocaina (+587%) cannabis e affini (+45%) e altre sostanze sintetiche che costituiscono la percentuale più importante (+595%), per un totale di aumento di oltre 2mila chili in più (+63%) se accostati alla quantità sequestrata nel 2017.

Per il questore, però, la droga e in particolare la tossicodipendenza restano un problema allarmante. «Si abbassa l'età dei consumatori - spiega Bracco -. I duemila chili di sostanze sequestrate vi sembrano molti, ma si incide comunque ancora poco sul fenomeno. Per quel che mi riguarda l'obiettivo più importante non è arrestare gli spacciatori, che poi vengono sostituiti da altri, ma il recupero dei tossicodipendenti, quello che si fa a Rogoredo. E naturalmente i servizi nelle scuole» alludendo all'operazione «Scuole sicure».

Bracco loda l'ufficio immigrazione che nel 2018 ha fatto ben 1.180 rimpatri, così che quella di Milano rimane, com'è da anni, la questura che fa più rimpatri in tutto il Belpaese. «Un dato altissimo - segnala il questore -, perchè vuol dire quasi 4 persone rimpatriate ogni giorno con tutto quel che comporta, il coinvolgimento di tribunali e consolati».

Bracco individua quindi le sue altre priorità oltre al contrasto alla droga. A cominciare dalla lotta alla criminalità organizzata. In effetti i sequestri patrimoniali alle mafie territoriali nel 2018 sono aumentati quasi del 35% anche se sono stati pochi gli arrestati per mafia: appena 3, con un calo del 60% rispetto all'anno prima.

Il questore parla con insistenza di lotta al terrorismo. «Anche quello islamico, per intervenire su chi si sta radicalizzando» puntualizza.

Dopo aver sottolineato il calo delle truffe agli anziani (-28% quelle consumate, -77% le tentate) Bracco esterna la volontà di fare qualcosa per le vittime di un reato dopo che è stato commesso. «Oltre all'ufficio denunce ci deve essere qualcosa che assista le persone in balia della burocrazia» conclude.

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