Rabbia a Niguarda: «Militari cacciati»

Ieri mattina i medici dell'ospedale Niguarda hanno purtroppo riscontrato la morte cerebrale di Daniele Carella, 21 anni, una delle cinque persone aggredite dal ghanese, immigrato irregolare in Italia. Il giovane Daniele, senza alcuna colpa come gli altri, era stato colpito (alla nuca) da Kabobo in via Monte Rotondo, mentre aspettava il padre per aiutarlo come ogni mattina nel suo lavoro. Il quarantenne Alessandro Carolè era morto sabato. Fra i feriti, in gravi condizioni resta Ermanno Masini, di 64 anni. Il quartiere è comprensibilmente sconvolto da una tale barbarie. E si chiede se una tragedia così assurda poteva essere evitata fermando quel folle cammino. Ripercorrendo la vicenda dell'operazione «Strade sicure» emerge che Niguarda era stata oggetto, come molte altre aree, di un controllo delle pattuglie miste militari-forze dell'ordine. Stando alle cronache che in quei mesi furono dedicate alla presenza dei militari (accolti con grande favore dalla popolazione) Niguarda non faceva parte del primo nucleo di zone presidiate, ma già dal 2008 arrivarono le richieste dal quartiere. E nel 2009 viale Testi fu inserita in elenco di nuove strade da presidiare. «Le pattuglie a Niguarda c'erano» conferma Riccardo De Corato, ex vicesindaco titolare della Sicurezza.

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