Rapine a Milano, scarcerato Baby gang: "Vittime condizionate da popolarità"

Il rapper Baby gang è stato scarcerato dal tribunale del riesame: le vittime delle rapine di Milano lo avrebbero confuso in fase di riconoscimento

Rapine a Milano, scarcerato Baby gang: "Vittime condizionate da popolarità"

Il tribunale del riesame di Milano ha deciso di scarcerare il rapper Baby gang, nome d'arte del ventenne Zaccaria Mouhib, che lo scorso 20 gennaio è stato arrestato per una serie di rapine che sono state effettuate a Milano lo scorso anno. Insieme a Mouhib erano finiti in manette anche altri due rapper, tra i quali Neima Ezza, con la stessa accusa.

La decisione è arrivata dopo l'accoglimento da parte del tribunale del riesame dell'istanza presentata dall'avvocato Niccolò Vecchioni. È stata in questo modo annullata l'ordinanza di custodia cautelare a carico di Baby gang, per il quale i suoi avvocati hanno sostenuto la contrarietà al provvedimento basandosi su una "analisi probatoria lacunosa", nella quale sono stati evidenziati "errori" nel riconoscimento fotografico da parte delle presunte vittime.

Nella richiesta di applicazione di una misura di sorveglianza speciale per Baby gang, la questura di Sondrio aveva sottolineato che Mouhib fosse una persona "dedita alla commissione di reati che offendono o mettono in pericolo la sicurezza e la tranquillità pubblica". Una lettura fatta soprattutto alla luce del fatto ch Baby gang non fosse sconosciuto alle cronache e fosse già stato attenzionato in precedenza dalla giustizia.

I giudici del riesame di Milano, invece, hanno ribaltato l'interpretazione precedente, spiegando che, essendo Baby gang un personaggio noto nella fascia generazionale alla quale appartengono le vittime dei reati, questo "potrebbe aver condizionato le parti lese in sede di riconoscimento". Una fattispecie che i giudici associano soprattutto alla popolarità social di Mouhib e al fatto che, in quel periodo, "erano stati affissi diversi manifesti pubblicitari con la sua immagine in zone di grande affluenza".

A questo, come scrivono i giudici, si aggiungono anche altre lacune nel quadro accusatorio a carico di Baby gang. Tra queste c'è l'analisi dei tabulati telefonici. Queste debolezze sono tali "da non permettere di ritenere integrato un quadro indiziario a carico, caratterizzato da quella gravità richiesta per l'applicazione di misure cautelari".

Ovvia la soddisfazione da parte lei legali difensori del giovane rapper: "Il Riesame ha accolto pienamente tutte le questioni che abbiamo sollevato e ha riconosciuto quanto sostenuto". Il giudice ha disposto l'immediata scarcerazione del ventenne, che già da questa sera potrebbe tornare in libertà.

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