Regione, 100 milioni di aiuti per cambiare auto e caldaie

Ma con il lockdown il Pm10 è stato peggiore del 2019. Sala insiste con la lotta ai motori, i dati lo smentiscono

Cento milioni di euro per migliorare la qualità dell'aria in Lombardia. La Regione ha lanciato un pacchetto di fondi (in parte regionali e in parte statali) per incentivare il ricambio di auto e caldaie, fino a 8mila euro ad esempio per chi rottama una vecchia macchina e ne acquista una a emissioni zero, elettrica o a idrogeno, o fino a 3mila euro per chi sceglie di passare a moto o scooter, fino a mille euro se non c'è la radiazione di un'auto o un motoveicolo inquinante. I bandi saranno aperti già dal prossimo mese e gli aiuti per rinnovare del parco veicolare ammontano a 48 milioni (36 per i veicoli privati, 7 per quelli commerciali e 5 per i mezzi degli enti pubblici). Gli altri 52 milioni di euro invece sono destinati a varie misure anti smog: dai 5 milioni alle istituzioni per la diffusione delle colonnine di ricarica elettrica agli 8 milioni per la sostituzione di caldaie inquinanit negli immobili pubblici ai 9 per piantare alberi nelle aree pubbliche cementificate. L'assessore regionale all'Ambiente Raffaele Catteneo ha presentato il pacchetto accanto al presidente di Arpa Stefano Cecchin e al dirigente Guido Lanzani. E, dati alla mano, hanno potuto assicurare che la qualità dell'aria in Lombardia «continua a migliorare su base pluriennale» e «anche nel 2020 è stato rispettato il valore del limite medio annuo di 40 microgrammi per metro cubo di Pm10». Ma «i dati sono comunque sorprendenti - sottolinea Cattaneo - perché nonostante il lockdown, con il conseguente blocco del traffico, come giorni di superamento il Pm10 è stato peggiore dell'anno precedente. Questo perchè incidono fattori diversi, dalle condizioni meteo negative ai riscaldamenti alle emissioni agricole. Il 29 e 30 marzo erano arrivate polveri dai deserti asiatici». Morale: «Non è accanendosi sul traffico, come fanno alcune istituzioni, che si risolve il problema. Voler considerare solo le auto come il principale responsabile dello smog non ha evidenze scientifiche». Riferimento non casuale alla guerra al traffico della giunta Sala a Milano. Tra i fattori che hanno inciso sul Pm10, come ha rimarcato Arpa, le precipitazioni sotto i valori minimi degli ultimi 15 anni a gennaio, febbraio e novembre, mesi nei quali si registra la maggior parte dei superamenti, anche se a febbraio e novembre le misure anti Covid sono state strettissime. A Milano, da segnalare la centralina di via Senato che ha segnato 90 giorni di Pm10 «fuorilegge», ma nei pressi c'è un cantiere in corso (nel 2019 era successo 72 volte e l'anno prima 79). I dati del biossido di azoto (No2) più legati alle auto, risultano invece i più bassi di sempre, qui per effetto lockdown. L'assessore comunale alla Mobilità Marco Granelli insiste: «Servono regole, nom deroghe».

Cattaneo accusail governo: «I governatori del bacino padano chiedono un incontro urgente a Conte perché, la condanna Ue all'Italia per il superamento dei limiti inquinanti potrebbe costarci multe per 2,3 miliardi in assenza di forti misure di contenimento, nel Recovery Fund non c'è traccia del tema qualità dell'aria. Una dimenticanza gravissima».

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