Reparti "Covid" nelle case di riposo

Già 8 decessi e 27 positivi nelle Rsa del Comune. Tre senzatetto a Casa Jannacci

Otto decessi e 27e positivi al Coronavirus, è il triste bilancio registrato dal Comune tra gli ospiti delle cinque case di riposto convenzionate. Strutture «molto delicate, con grandi anziani a ridotta o nessuna autosufficienza», una premessa che tiene a fare l'assessore al Welfare Gabriele Rabaiotti ai consiglieri collegati in videoconferenza per la commissione dedicata alle misure di contenimento del contagio nelle Rsa per sottolineare che non è sicuro che il Covid-19 sia stata la causa o una concausa della morte. Ma l'assessorato sta approntando misure per evitare che l'epidemia possa degenerare in luoghi che sono ovviamente critici visto che gli anziani sono i più soggetti al contagio. Il quadro aggiornato a ieri: nelle due strutture adiacenti del Corvetto, la «Casa dei coniugi» e «Cardinal Ferrari» che ospitano 434 anziani (273 convenzionati col Comune) risultano 15 positivi al tampone e sette anziani morti con Covid, nella Rsa Famagosta (285 posti) un decesso e un positivo, nessun caso tra i 120 ospiti della Rsa Pindaro e undici contagiati e nessun decesso alla «Gerosa Brichetto» che ha altrettanti posti. Ma Rabaiotti spiega che al momento gli anziani che non hanno bisogno di essere ricoverati in terapia intensiva vengono riportati dal pronto soccorso alla residenza socio-sanitaria, e «rischiano di contagiare gli altri ospiti se non vengono isolati e di aggravarsi se non adeguatamente assistiti». Per «evitare che questo diventi un boomerang stiamo attivando all'interno delle case di riposo un piano per l'isolamento e la cura dei positivi», un test già in corso al Corvetto e in fase di organizzazione a Famagosta, «stiamo potenziando il personale che oggi non è abilitato a seguire queste disposizioni e cerchiamo di avere macchine che ci possano consentire non dico di praticare la terapia intensiva almeno un'ossigenazione delle persone». «Siamo in emergenza da febbraio, piangiamo questi morti anche perchè dopo cinquanta giorni non ci sono ancora mascherine nelle residenze del Comune - afferma il capogruppo di Forza Italia Fabrizio De Pasquale -. Si usi il Fondi di mutuo soccorso istituito dal sindaco per curare meglio gli anziani in reparti ad hoc delle residenze».

E sono saliti a tre i senzatetto ospiti di Casa Jannacci risultati positivi e ricoverati in ospedale. Il dormitorio di viale Ortles a regime può ospitare fino a 500 clochard. Sette persone sono invece in isolamento in uno spazio dell'infermeria. Per garantire che venga mantenuta la distanza tra i clochard ed evitare che l'emergenza esploda il Comune sta riducendo la capienza a 150 ospiti, un centinaio sono già stati trasferiti in due palestra del centro sportivo Saini, verrà usata una terza palestra per un altro centinaio di senzatetto, altri 70/80 posti si stanno ricavando in una struttura allo Scalo Romana. Tredici rider che passano la notte a Casa Jannacci e hanno bisogno di uscire tutti i giorni per lavorare sono stati trasferiti in una sede a Villapizzone. Anche perchè dall'altro ieri nei tre dormitori, quello storico e i due temporanei, è impedito ai clochard di uscire, vale la regola del «rimanere a casa» prevista dal decreto. Le nuove ospitalità «sono prossime a zero - afferma Rabaiotti -, per evitare che la situazione possa sfuggire al controllo. Valuteremo se riaprire ma sono luoghi delicati che dobbiamo presidiare con attenzione, spero di non essere partito tardi». Lo screening degli ospiti (controllo della temperature e distribuzione di liquido disinfettante) è garantito da Emergency. E poichè i clochard usavano la scusa di doversi procurare fuori 1,50 euro per usufruire di docce e servizi «da due giorni e fino a fine emergenza saranno gratuiti». Sono circa 350 invece i senzatetto che stanno continuando a dormire per strada.

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