La "resilienza del bosco" fra cambiamenti climatici e utilizzo ecosostenibile

Proseguono le iniziative di FederlegnoArredo per la valorizzazione delle foreste e all'utilizzo della "risorsa legno" italiana. Presentato il libro del ricercatore e docente universitario Giorgio Vacchiano fra esperienze di studio nel mondo e visione del futuro

“Gli alberi e i boschi esistono prima di noi e non hanno bisogno di noi. Siamo noi ad aver bisogno del bosco e quindi di curarlo”. Giorgio Vacchiano, ricercatore e docente in Gestione e pianificazione forestale all’Università Statale di Milano, mette questa frase chiave al centro della presentazione del suo libro “La resilienza del bosco - Storie di foreste che cambiano il pianeta”, pubblicato di recente nella collana Strade Blu di Mondadori, durante un incontro - presentazione nella sede di FederlegnoArredo con Sebastiano Cerullo, direttore generale della federazione e il presidente dell’Associazione Forestale Italiana Andrea Negri.

Iniziativa che si inserisce in un programma di sensibilizzazione e confronto sull’importanza e la salvaguardia del nostro patrimonio boschivo e dell’utilizzazione sostenibile e controllata della “risorsa legno” italiana in uno scenario di economia circolare. “FederlegnoArredo è impegnata da tempo su questi temi - dice Sebastiano Cerullo - sia per quanto riguarda la sostenibilità delle foreste e l’utilizzo del legno sia lavorando su progetti di sostenibilità nel settore dell’arredo e delle costruzioni in legno”. “Eventi come questo contribuiscono alla diffusione della cultura e della conoscenza di foreste e ambiente che deve essere al centro delle politiche dell’Italia”, sottolinea Andrea Negri.

Giorgio Vacchiano studia infatti modelli di simulazione per le gestione forestale sostenibile, la mitigazione e l’adattamento al cambiamento climatico e ai disturbi naturali nelle foreste europee. Per il suo lavoro nel 2018 è stato nominato dalla rivista Nature come uno degli 11 migliori scienziati emergenti nel mondo e nel libro racconta il grande mondo verde degli ecosistemi attraverso le sue esperienze di studio sul campo o durante i viaggi, con rigore scientifico trasformandole in storie in presa diretta delle sue esperienze, del rapporto fra alberi e natura - acqua, aria, fuoco - fra alberi e animali, fra alberi e uomo con i suoi diversi comportamenti e approcci perché tutto è connesso e impone di riuscire a immaginare e al lavorare per un futuro migliore.

Esperienze, scrive, “che mi hanno mostrato - no, mi hanno fatto sentire sulla pelle - che siamo completamente e costantemente immersi negli ecosistemi che ci danno la vita. Siamo una loro causa e un loro effetto…”. Perché le foreste, ha spiegato, “sembrano immobili, da sempre, ma in realtà vivono e cambiano a un ritmo più lento del nostro”… sono un “prima” dell’uomo e sono “resilienti” come dimostrano le grandi catastrofi naturali: incendi come quelli in Amazzonia e in Australia sono “eventi di disturbo estremi che causano la morte di molti alberi, ma mai la morte del bosco. Dopo la tempesta Vaia magari non ci saranno più abeti e le betulle prenderanno il loro posto… qualunque cosa succeda, l’albero si adatta in un gioco tra specie diverse e serve anche l’intervento dell’uomo che vede piantate le specie giuste, in funzione del cambiamento avvenuto nell’ambiente e di quello che verrà”.

Il tema della sostenibilità è quindi centrale anche tenendo conto dl fatto che le foreste - anche in Italia - sono in espansione e l’utilizzo del legno al posto di materiali più inquinanti e non riciclabili è una strada da percorrere, ad esempio, come sostiene FederlegnoArredo, promuovendo un maggiore impiego del legno negli ambienti urbani, nelle nuove costruzioni pubbliche e private e nelle ristrutturazioni.

“È un errore - ha sottolineato Vacchiano - non tagliare in maniera controllata gli alberi, significa importare il legno dall’estero spostando il problema altrove. Capitale naturale e capitale economico sono legati e le aziende devono avere parte attiva nel rafforzare questo legame”. Importante è anche sapere “quanto legno viene utilizzato, in Italia la maggior parte è usato per produrre energia invece ci sono massimo risparmio e sostenibilità quando si impiega il legno per produrre, penso al tema della case in legno climaticamente intelligenti ed efficienti”. Materia prima di cui l’Italia e ricca ma che è sottoutilizzata se si pensa che l’80% del legno viene comprato all’estero, da Paesi ad esempio come l’Austria.

Tutela dell’ambiente boschivo e sfruttamento economico - che aiuta anche la cura e la difesa del territorio - hanno nella scienza e nella ricerca un alleato fondamentale perché l’innovazione tecnologica ha consentito di fare grandi passi avanti, ha spiegato Vacchiano: droni, scansioni laser, satelliti, Google, modelli matematici, simulazioni al computer consentono di ottenere e utilizzare dati più esatti, arricchire le conoscenze e le mappature, sperimentare e capire che cosa succede e succederà in base a come ci comportiamo, rispetto ai cambiamenti climatici che rappresentano “una sfida senza precedenti”. “Lasciamoci allora ispirare dalle foreste: le loro storie ci fanno toccare con mano i fili invisibili che ci collegano al pianeta e ai suoi abitanti, umani e non umani… solo così la nostra ricerca ricerca di felicità potrà essere davvero sostenibile”