Restauro del Lirico Pisapia insiste e il Pd gli fa guerra

Stop al Lirico. Anzi no. Tra giunta Pisapia e consiglieri del Pd si apre un braccio di ferro sul restauro del teatro. Il gruppo ha sollevato il caso giovedì con il sindaco, che ha promesso di riaprire entro fine mandato e dopo un bando andato deserto per trovare un privato che ristrutturasse e gestisse il teatro ha deciso di metterci i 16 milioni per il restauro e affidarlo solo dopo. Ma «in tempi di crisi e con i teatri vuoti troveremo un gestore? Meglio investire su nuove biblioteche, scuole, case?» la posizione del capogruppo Lamberto Bertolè. La prima a balzare sulla sedia è stata l'assessore ai Lavori pubblici Rozza: «Lasciare così il Lirico è una coltellata al cuore dei milanesi». E ieri altri pezzi grossi della giunta hanno difeso il progetto: «Il teatro è arrivato a un punto di non ritorno -attacca l'assessore alla Cultura Del Corno -. I lavori sono urgenti e prioritari. C'è un dibattito tra giunta e consiglio, ognuno si assumerà politicamente le proprie responsabilità». Il vicesindaco De Cesaris, per rispondere anche a Stefano Boeri intervenuto sul tema, fa presente che privati disposti a pagare sul restauro «dopo serie verifiche» non si sono trovati, la giunta ha ritenuto di «provvedere direttamente al restyling e contestualmente lanciare un bando per la gestione, rispetto alla quale sì ci sono privati interessati». Divisioni anche nel Pd e con Sel.