Riaperti i primi mini mercati. Polemica sulla "Covid Tax"

Lega e Confesercenti: "Ingiusti i 15 euro per i controlli" Il 70% degli ambulanti ancora fermo: siamo alla fame

In piazza San Marco alle 9 e 30 del mattino si entra senza misurazione della febbre nè consegna dei guanti. Tutto in regola - dal termoscanner ai dispositivi distribuiti a chi ne è sprovvisto - in via Osoppo, zona San Siro, dove per la ri-apertura del mercato rionale in versione mini è arrivata alle sette del mattino anche ieri l'assessore comunale al Commercio Cristina Tajani. É partita da quattro quartieri la sperimentazione dei nuovi mercati comunali scoperti, saranno 26 su 94 a settimana fino al 18 maggio, con ingressi scaglionati (si è registrata qualche coda in via Osoppo), solo banchi alimentari e distanziati almeno due metri e mezzo. Alcuni sono recintati con il nastro bianco e rosso per evitare che i clienti si avvicinino alla merce. Mascherina obbligatoria per chi compra e chi vende, un solo ingresso e una sola uscita, accesso a un componente per famiglia. «É una ripartenza graduale, ci saranno 4 mercati al giorno in settimana e 6 il sabato, operatori e cittadini si stanno attenendo alle regole del distanziamento - commenta Tajani -. Speriamo nelle prossime settimane di poter far tornare anche altre merceologie». Il presidente di Fiva-Confcommercio Giacomo Errico fa presente che gli alimentari «sono solo il 30% degli ambulanti, il 70% è alla fame. La categoria è alla canna del gas, i magazzini sono pieni di invenduto. Abbiamo subìto una concorrenza sleale dai supermercati che hanno lavorato in regime di monopolio. Noi il 18 maggio apriamo, meglio che ci diano le regole ma apriremo, ovviamente rispettando le norme e sperando che non ci sia ripresa dei contagi. Se non avremo il via libera per tutti gli ambulanti qualcuno dovrà spiegare il perché, sarebbe incomprensibile visto che riapriranno gli altri negozi. E noi siamo all'aria aperta».

Ma ha sollevato polemiche l'affidamento dei controlli anti epidemia (presidio dei varchi di accesso, sorveglianza del divieto di assembramento, messa a disposizione di un «Covid manager») da parte del Comune a Confcommercio e Confesercenti. L'autogestione avrebbe evitato quella che è già stata battezzata come una «Covid tax» (di 15 euro) a carico degli ambulanti. Anche il presidente di Anva-Confesercenti Franco Sacco peraltro si dice «contrario al metodo applicato, non c'è un Comune in Italia che faccia pagare una quota pro capite per i costi dei controlli». L'assessore Tajani spiega che è lo stesso metodo adottato nei mercati coperti, «non possiamo garantire vigili in tutte le aree 8 ore al giorno, e la Regione con ordinanza ha indicato ai Comuni di prevedere un Covid manager per ogni mercato». Ma il consigliere della Lega Massimiliano Bastoni, che ha depositato ieri un'interrogazione urgente in aula, sottolinea che l'ordinanza del 24 aprile indicava che le misure di prevenzione igienico-sanitarie e di sicurezza fossero «a cura dei Comuni stessi» e di «individuare un appartenente della polizia locale o un funzionario comunale per coordinare sul posto il personale addetto, con l'eventuale supporto della protezione civile». Bastoni domanda «come sia possibile far pagare una quota di partecipazione agli ambulanti già vessati da tasse comunali. Chiedo l'azzeramento e la creazione di una cassa di indennizzo riservata agli oltre 2mila titolari di stand autorizzati». Anche il consigliere Fi Alessandro De Chirico contesta la tassa e propone al Comune di «sperimentare mercati in luoghi più aperti come piazzale dello Sport, piazza Sempione o piazza Gino Valle». E per il capogruppo azzurro Fabrizio De Pasquale «la giunta continua a non comprendere le enormi difficoltà che vive il commercio a Milano, perché non usa i vigili per i controlli dei mercati, peraltro in formato ridotto?». É «assurdo - afferma il presidente leghista della Commissione Attività produttive in Regione, Gianmarco Senna - far pesare sulle spalle degli ambulanti, già colpiti duramente dalla crisi il costo della sicurezza nei mercati. Sala è l'unico in Italia da aver introdotto una Covid tax».

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